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	<title>Blog Motor3</title>
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		<title>Alcol test: perché è utile e come funziona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Aug 2022 19:25:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’alcol test consente di misurare il tasso alcolemico. Come è noto, se superiore a una certa soglia, è responsabile di sanzioni anche molto severe. E’ bene, dunque, essere informati a riguardo. Ecco informazioni dettagliate sulle soglie, sulle sanzioni, sul funzionamento del macchinario e sulle versioni portatili, acquistabili da chiunque e utili a verificare la propria idoneità alla guida. &#160; &#160; Guida e alcol: normativa e sanzioni &#160; L’alcol test è lo strumento che rileva il tasso alcolemico nel sangue. Il suo impiego rappresenta la condizione necessaria all’applicazione di sanzioni nel caso di guida in stato di ebrezza. Sanzioni che non vanno affatto sottovalutato in quanto possono essere molto dure. Il legislatore, in questo senso, ha dimostrato tuttavia un certo equilibrio e una grande flessibilità: le conseguenze (sia amministrative che penali) sono progressive. In parole povere, dipendono dal tasso alcolemico. Ecco un prospetto esemplificativo. &#160; Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro. In questo caso, è previsto il pagamento di una ammenda compresa tra 527 € e 2.108 € e la sospensione della patente tra tre a sei mesi. &#160; Tasso alcolemico superiore a 0,8 e fino a 1,5 grammi per litro. In questa fattispecie, la punizione si fa più severa: l’ammenda è compresa tra 800 € e 3.200 €, la sospensione della patente può raggiungere i dodici mesi. In più, se l’illecito è compiuto tra le ore 22 e le ore 7 del mattino, la multa aumenta dal 33% al 50%. &#160; Tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro. In questo caso, lo stato di ubriachezza è molto forte e i rischi per la guida aumentano. Di conseguenza, le pene raggiungono una severità notevole. Si parla, infatti, di una ammenda compresa tra 1.500 € e 6.000 €, di sospensione della patente fino a due anni e, soprattutto, di detenzione. Nello specifico, si prevede l’arresto da sei a dodici mesi. Se l’illecito è commesso tra le 22 e le 7, si applica lo stesso moltiplicatore del caso precedente. &#160; Il legislatore, inoltre, ha previsto che in caso di recidiva entro i due anni, la patente debba essere revocata. Infine, se il guidatore causa un incidente stradale sotto l’effetto di alcol tutte le sanzioni vengono raddoppiate e il veicolo viene sottoposto a fermo per 180 giorni (se appartiene a chi ha provocato l’incidente). &#160; Si evince, dall’ampiezza delle sanzioni, come l’alcol test risulti fondamentale e per determinare le pene e per tutelare lo stesso guidatore. Comprova in maniera inequivocabile lo stato di ebbrezza, quindi priva chi di dovere della discrezionalità, la quale potrebbe portare facilmente all’abuso. &#160; Ovviamente, prevenire è meglio che curare, quindi è bene non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Questa è una regola sacrosanta, di buon senso, all’apparenza molto semplice da rispettare. Il problema sta nella quantità. Occasionalmente persino una birra, magari se assunta poco tempo prima, può far scattare il tasso alcolemico oltre la soglia degli 0,5 grammi per litro, con le conseguenze che abbiamo appena illustrato. Una soluzione a questi casi limite potrebbe essere l’acquisto di un alcol test portatile, a uso e consumo del guidatore. Si tratta di uno strumento pratico e nemmeno tanto costoso per verificare anche tecnicamente se si è nelle condizioni di guidare. Parleremo di questo macchinario nei prossimi paragrafi. &#160; Alcol test: come funziona &#160; Non esiste una unica tipologia di alcol test. A prescindere dalla tecnologia utilizzata, però, viene sfruttato il medesimo principio. Nello specifico, la legge di Henry, la quale – citata testualmente – recita: “Un gas che esercita una pressione sulla superficie di un liquido, vi entra in soluzione finché avrà raggiunto in quel liquido la stessa pressione che esercita sopra di esso&#8221;. &#160; Ora, il sangue di una persona che ha ingerito alcol può essere considerato una soluzione acquosa contente una determinata porzione di alcol. Ciò vuol dire che il vapore espirato permane in uno stato di equilibrio con la soluzione medesima. Dunque, la percentuale di alcol rilevata durante il respiro è proporzionale al contenuto di alcol nel sangue. I vari etilometri non fanno che leggere la percentuale di alcol contenuta nel respiro. &#160; Alcol test: le tipologie &#160; Esistono principalmente due tipologie di alcol test. &#160; Alcol test chimico. Composto da una fiala che contiene una soluzione chimica suscettibile al contatto con l’etanolo (presente nel respiro), l’alcol test chimico è quello che viene in gergo definito “palloncino”. La fiala, infatti, è collegata a un palloncino che il conducente viene invitato a gonfiare. L’alcol test chimico presenta, in linea teorica, due problemi: da un lato perde di efficacia con l’utilizzo, dall’altro la soluzione può essere pericolosa. Di recente è stata normata la quantità di dicromato di potassio, in passato utilizzato ampiamente. &#160; Alcol test elettronico. E’ composto da una scatola, da un boccaglio e da un piccolo monitor. La principale differenza con l’altra tipologia consiste nel meccanismo di rilevamento della percentuale di alcol nel respiro. Esso non si basa sulla reazione tra il respiro stesso e una soluzione chimica, bensì prevede il semplice utilizzo di sensori di gas, i quali leggono elettronicamente (appunto) il tasso alcolemico. L’unico difetto dell’alcol test elettronico consiste nella necessità di aspettare che il macchinario si riscaldi ed entri a regime prima dell’effettivo utilizzo. &#160; Alcol test: quanto costa e dove comprarlo &#160; L’alcol test è commercializzato in una versione portatile, acquistabile da chiunque. Si tratta di una risorsa importante per la sicurezza propria e degli altri. Si può trovare tranquillamente in farmacia o nei negozi specializzati in articoli per appassionati di auto e moto. L’efficacia è assicurata, il prezzo è molto accessibile. In genere, siamo nell’ordine delle decine di euro. Ecco alcuni dei modelli più interessanti. &#160; Alcol test B075NZ1D7G. Questo è un etilometro professionale ma comunque molto economico: costa solo 18,45 euro. Molto semplice da utilizzare (è sufficiente schiacciare un pulsante e soffiare nel boccaglio), rileva il tasso alcolemico in pochi secondi. Nella confezione sono presenti dieci bocchini. &#160; Alcol test OMORC B071VSQQR9. L’etilometro in questione, a fronte di una spesa un po’ più elevata (49,99 €) vanta alcune caratteristiche interessanti: il bocchino può essere sostituito (la confezione ne contiene quattro), in modo da poter essere utilizzato da più persone in maniera sicura; la batteria dura il doppio della media, i risultati vengono visualizzati nel giro di qualche secondo. &#160; Alcol test Oasser B0772SKRHN. Anche in questo caso siamo al di sotto della cinquantina di euro (per la precisione 45,99). Questo etilometro consente di memorizzare fino a dieci risultati. Inoltre, quando il tasso alcolemico è al di là del consentito, quindi superiore a 0,5 grammi per litro, emette un segnale acustico continuo. La sua affidabilità è testimoniata dalle certificazioni CE e FDA. &#160; Alcol test Floome B072KNXRND. Questo etilometro costa un bel po’ (106,15 €) ma propone alcune funzionalità interessanti. Può essere, infatti, collegato allo smartphone: insieme al risultato, viene comunicato direttamente sul cellulare il tempo stimato per il recupero della piena lucidità. E’ inoltre estremamente preciso in quanto fa riferimento alle tecnologie degli etilometro in uso dalle forze dell’ordine. &#160; Alcol test Oasser T1 B071S1V9C7. E’ una versione più economico del semplice Oasser (costa 26,99 €). L’efficacia è praticamente identica. Si segnala solamente una durata minore della batteria. &#160; Alcol test Omorc 20 bocchini B071VS9W6K. E’ una versione migliorata dell’Omorc semplice. Costa un po’ di più: 19,99 €. Il prezzo è dovuto principalmente alla presenza, nella confezione, di venti bocchini. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’alcol test consente di misurare il tasso alcolemico. Come è noto, se superiore a una certa soglia, è responsabile di sanzioni anche molto severe. E’ bene, dunque, essere informati a riguardo. Ecco informazioni dettagliate sulle soglie, sulle sanzioni, sul funzionamento del macchinario e sulle versioni portatili, acquistabili da chiunque e utili a verificare la propria idoneità alla guida.</h2>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-4586 size-full" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/alcool-test-e1659813924210.jpg" alt="" width="500" height="333" srcset="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/alcool-test-e1659813924210.jpg 500w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/alcool-test-e1659813924210-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
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<h3><strong>Guida e alcol: normativa e sanzioni</strong></h3>
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<p><strong>L’alcol test</strong> è lo strumento che rileva il tasso alcolemico nel sangue. Il suo impiego rappresenta la condizione necessaria all’applicazione di sanzioni nel caso di guida in stato di ebrezza. Sanzioni che non vanno affatto sottovalutato in quanto possono essere molto dure. Il legislatore, in questo senso, ha dimostrato tuttavia un certo equilibrio e una grande flessibilità: le conseguenze (sia amministrative che penali) sono progressive. In parole povere, dipendono dal tasso alcolemico. Ecco un prospetto esemplificativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Tasso alcolemico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro</strong>. In questo caso, è previsto il pagamento di una ammenda compresa tra 527 € e 2.108 € e la sospensione della patente tra tre a sei mesi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Tasso alcolemico superiore a 0,8 e fino a 1,5 grammi per litro</strong>. In questa fattispecie, la punizione si fa più severa: l’ammenda è compresa tra 800 € e 3.200 €, la sospensione della patente può raggiungere i dodici mesi. In più, se l’illecito è compiuto tra le ore 22 e le ore 7 del mattino, la multa aumenta dal 33% al 50%.</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro</strong>. In questo caso, lo stato di ubriachezza è molto forte e i rischi per la guida aumentano. Di conseguenza, le pene raggiungono una severità notevole. Si parla, infatti, di una ammenda compresa tra 1.500 € e 6.000 €, di sospensione della patente fino a due anni e, soprattutto, di detenzione. Nello specifico, si prevede l’arresto da sei a dodici mesi. Se l’illecito è commesso tra le 22 e le 7, si applica lo stesso moltiplicatore del caso precedente.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il legislatore, inoltre, ha previsto che in caso di recidiva entro i due anni, la patente debba essere revocata. Infine, se il guidatore causa un incidente stradale sotto l’effetto di alcol tutte le sanzioni vengono raddoppiate e <strong>il veicolo viene sottoposto a fermo per 180 giorni</strong> (se appartiene a chi ha provocato l’incidente).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si evince, dall’ampiezza delle sanzioni, come l’alcol test risulti fondamentale e per determinare le pene e per tutelare lo stesso guidatore. Comprova in maniera inequivocabile lo stato di ebbrezza, quindi priva chi di dovere della discrezionalità, la quale potrebbe portare facilmente all’abuso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ovviamente, prevenire è meglio che curare, quindi è bene non mettersi alla guida dopo aver bevuto. Questa è una regola sacrosanta, di buon senso, all’apparenza molto semplice da rispettare. Il problema sta nella quantità. Occasionalmente persino una birra, magari se assunta poco tempo prima, può far scattare il tasso alcolemico oltre la soglia degli 0,5 grammi per litro, con le conseguenze che abbiamo appena illustrato. Una soluzione a questi casi limite potrebbe essere l’acquisto di <strong>un alcol test portatile</strong>, a uso e consumo del guidatore. Si tratta di uno strumento pratico e nemmeno tanto costoso per verificare anche tecnicamente se si è nelle condizioni di guidare. Parleremo di questo macchinario nei prossimi paragrafi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Alcol test: come funziona</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non esiste una unica tipologia di alcol test. A prescindere dalla tecnologia utilizzata, però, viene sfruttato il medesimo principio. Nello specifico, la legge di Henry, la quale – citata testualmente – recita: “Un gas che esercita una pressione sulla superficie di un liquido, vi entra in soluzione finché avrà raggiunto in quel liquido la stessa pressione che esercita sopra di esso&#8221;.</p>
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<p>Ora, il sangue di una persona che ha ingerito alcol può essere considerato una soluzione acquosa contente una determinata porzione di alcol. Ciò vuol dire che il vapore espirato permane in uno stato di equilibrio con la soluzione medesima. Dunque, la percentuale di alcol rilevata durante il respiro è proporzionale al contenuto di alcol nel sangue. I vari etilometri non fanno che leggere la percentuale di alcol contenuta nel respiro.</p>
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<h3><strong>Alcol test: le tipologie</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esistono principalmente due tipologie di alcol test.</p>
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<ul>
<li><strong>Alcol test chimico</strong>. Composto da una fiala che contiene una soluzione chimica suscettibile al contatto con l’etanolo (presente nel respiro), l’alcol test chimico è quello che viene in gergo definito “palloncino”. La fiala, infatti, è collegata a un palloncino che il conducente viene invitato a gonfiare. L’alcol test chimico presenta, in linea teorica, due problemi: da un lato perde di efficacia con l’utilizzo, dall’altro la soluzione può essere pericolosa. Di recente è stata normata la quantità di dicromato di potassio, in passato utilizzato ampiamente.</li>
</ul>
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<li><strong>Alcol test elettronico</strong>. E’ composto da una scatola, da un boccaglio e da un piccolo monitor. La principale differenza con l’altra tipologia consiste nel meccanismo di rilevamento della percentuale di alcol nel respiro. Esso non si basa sulla reazione tra il respiro stesso e una soluzione chimica, bensì prevede il semplice utilizzo di sensori di gas, i quali leggono elettronicamente (appunto) il tasso alcolemico. L’unico difetto dell’alcol test elettronico consiste nella necessità di aspettare che il macchinario si riscaldi ed entri a regime prima dell’effettivo utilizzo.</li>
</ul>
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<h3><strong>Alcol test: quanto costa e dove comprarlo</strong></h3>
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<p>L’alcol test è commercializzato in una versione portatile, acquistabile da chiunque. Si tratta di una risorsa importante per la sicurezza propria e degli altri. Si può trovare tranquillamente in farmacia o nei negozi specializzati in articoli per appassionati di auto e moto. L’efficacia è assicurata, il prezzo è molto accessibile. In genere, siamo nell’ordine delle decine di euro. Ecco alcuni dei modelli più interessanti.</p>
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<li><strong>Alcol test B075NZ1D7G</strong>. Questo è un etilometro professionale ma comunque molto economico: costa solo 18,45 euro. Molto semplice da utilizzare (è sufficiente schiacciare un pulsante e soffiare nel boccaglio), rileva il tasso alcolemico in pochi secondi. Nella confezione sono presenti dieci bocchini.</li>
</ul>
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<li><strong>Alcol test OMORC B071VSQQR9</strong>. L’etilometro in questione, a fronte di una spesa un po’ più elevata (49,99 €) vanta alcune caratteristiche interessanti: il bocchino può essere sostituito (la confezione ne contiene quattro), in modo da poter essere utilizzato da più persone in maniera sicura; la batteria dura il doppio della media, i risultati vengono visualizzati nel giro di qualche secondo.</li>
</ul>
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<li><strong>Alcol test Oasser B0772SKRHN</strong>. Anche in questo caso siamo al di sotto della cinquantina di euro (per la precisione 45,99). Questo etilometro consente di memorizzare fino a dieci risultati. Inoltre, quando il tasso alcolemico è al di là del consentito, quindi superiore a 0,5 grammi per litro, emette un segnale acustico continuo. La sua affidabilità è testimoniata dalle certificazioni CE e FDA.</li>
</ul>
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<li><strong>Alcol test Floome B072KNXRND</strong>. Questo etilometro costa un bel po’ (106,15 €) ma propone alcune funzionalità interessanti. Può essere, infatti, collegato allo smartphone: insieme al risultato, viene comunicato direttamente sul cellulare il tempo stimato per il recupero della piena lucidità. E’ inoltre estremamente preciso in quanto fa riferimento alle tecnologie degli etilometro in uso dalle forze dell’ordine.</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Alcol test Oasser T1 B071S1V9C7</strong>. E’ una versione più economico del semplice Oasser (costa 26,99 €). L’efficacia è praticamente identica. Si segnala solamente una durata minore della batteria.</li>
</ul>
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<ul>
<li><strong>Alcol test Omorc 20 bocchini B071VS9W6K</strong>. E’ una versione migliorata dell’Omorc semplice. Costa un po’ di più: 19,99 €. Il prezzo è dovuto principalmente alla presenza, nella confezione, di venti bocchini.</li>
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		<title>Perché il tagliando auto è così importante?</title>
		<link>https://blog.motor3.it/perche-il-tagliando-auto-e-cosi-importante/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 15:14:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa domanda è balenata almeno una volta nella mente di gli automobilisti alle prese con offerte tagliando auto, proposte ormai da tutti i costruttori. Tenuto conto soprattutto dei costi da sostenere la domanda è lecita, e merita una risposta che tenga in considerazione non solo l&#8217;aspetto economico, seppur di primaria importanza. &#160; C&#8217;è da sapere che i costruttori devono recuperare parte degli introiti persi a causa di un mercato del nuovo che non spinge più così forte. L&#8217;imputato numero uno risponde al nome di crisi dei semiconduttori, la cui reperibilità è diventata così scarsa da far fermare ciclicamente interi reparti produttivi. &#160; Le aziende in crisi sono in prima battuta quelle che producono chip e schede elettroniche che poi andranno a equipaggiare le auto sotto forma di centraline elettroniche, sensori e componenti dedicate al corretto funzionamento del veicolo. Di riflesso, le case automobilistiche si trovano ormai da tempo a fare i conti con un approvvigionamento sempre più afflitto da ritardi che su larga scala si traducono in blocchi o rallentamenti della produzione. &#160; Negli autosaloni finiscono sempre meno auto nuove, i tempi di consegna si allungano a danno del cliente e delle concessionarie stesse. Il risultato? Gli automobilisti hanno preso d&#8217;assalto il mercato dell&#8217;usato, con il collaterale effetto di far schizzare i prezzi delle auto di seconda mano verso l&#8217;alto. Le vendite del nuovo scendono, e con esse i margini di ricavo. &#160; Per recuperare parte del budget andato in fumo, i costruttori hanno iniziato a puntare seriamente sulla manutenzione, ed ecco fiorire offerte sul tagliando che si fanno sempre più convenienti, al punto che gli automobilisti alle prese con auto anche datate scelgono sempre più spesso la rete di assistenza ufficiale. &#160; E il meccanico di fiducia? &#160; La situazione, che ha trovato nella crisi dei semiconduttori un importante catalizzatore, va avanti in realtà da tempi ancor più remoti. Da quando cioè, grazie al Decreto Monti è possibile portare l&#8217;auto dal meccanico di fiducia per il tagliando, senza con ciò far decadere la garanzia ufficiale del costruttore. A patto che in officina vengano utilizzate parti di ricambio originali o compatibili ma approvate dal costruttore perché rispondenti ai medesimi parametri qualitativi. &#160; Da quel preciso momento le case si sono trovate a fare i conti con una concorrenza sempre maggiore sul piano della manutenzione programmata, perché in genere le autofficine indipendenti hanno costi di gestione minori risultando di conseguenza competitive, rispetto alle strutture ufficiali. Col tempo i costruttori hanno capito che per recuperare terreno su un campo che per loro è fonte di margini importanti, avrebbero dovuto recuperare clienti attraverso scontistiche dedicate. &#160; Ed è proprio ciò che sta accadendo, con la situazione odierna estremizzata dall&#8217;ormai nota crisi del silicio e da una situazione di incertezza economica generalizzata. Le case rinunciano a parte del margine ma incrementano il numero di interventi, riportando in positivo l&#8217;ago di una bilancia che stava pericolosamente puntando verso il basso. &#160; Il cliente in questo caso realizza un doppio vantaggio: da una parte può contare su prezzi competitivi anche rispetto a quelli che potrebbe applicare il meccanico di fiducia, e dall&#8217;altra gode di una serie di garanzie extra che solo il costruttore può elargire, specialmente sulla manodopera. Un rapporto win-to-win che a conti fatti conviene a tutti, soprattutto in caso di elevate percorrenze chilometriche che si traducono in più tagliandi durante l&#8217;anno. &#160;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Questa domanda è balenata almeno una volta nella mente di gli automobilisti alle prese con <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.volkswagen.it/it/area-clienti/promozioni-e-vantaggi-per-la-tua-Volkswagen.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>offerte tagliando auto</strong></a></span>, proposte ormai da tutti i costruttori. Tenuto conto soprattutto dei costi da sostenere la domanda è lecita, e merita una risposta che tenga in considerazione non solo l&#8217;aspetto economico, seppur di primaria importanza.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2022/08/007OFFERTE-TAGLIANDO-AUTO-SECCA1.jpeg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4573 size-full" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2022/08/007OFFERTE-TAGLIANDO-AUTO-SECCA1.jpeg" alt="[007][OFFERTE TAGLIANDO AUTO SECCA](1)" width="500" height="324" srcset="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2022/08/007OFFERTE-TAGLIANDO-AUTO-SECCA1.jpeg 500w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2022/08/007OFFERTE-TAGLIANDO-AUTO-SECCA1-300x194.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>C&#8217;è da sapere che i costruttori devono recuperare parte degli introiti persi a causa di un mercato del nuovo che non spinge più così forte. L&#8217;imputato numero uno risponde al nome di <strong>crisi dei semiconduttori</strong>, la cui reperibilità è diventata così scarsa da far fermare ciclicamente interi reparti produttivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aziende in crisi sono in prima battuta quelle che producono <strong>chip e schede elettroniche</strong> che poi andranno a equipaggiare le auto sotto forma di centraline elettroniche, sensori e componenti dedicate al corretto funzionamento del veicolo. Di riflesso, le case automobilistiche si trovano ormai da tempo a fare i conti con un approvvigionamento sempre più afflitto da ritardi che su larga scala si traducono in blocchi o rallentamenti della produzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli autosaloni finiscono sempre meno auto nuove, i <strong>tempi di consegna</strong> si allungano a danno del cliente e delle concessionarie stesse. Il risultato? Gli automobilisti hanno preso d&#8217;assalto il mercato dell&#8217;usato, con il collaterale effetto di far schizzare i prezzi delle auto di seconda mano verso l&#8217;alto. Le vendite del nuovo scendono, e con esse i margini di ricavo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per recuperare parte del budget andato in fumo, i costruttori hanno iniziato a puntare seriamente sulla manutenzione, ed ecco fiorire <strong>offerte sul tagliando</strong> che si fanno sempre più convenienti, al punto che gli automobilisti alle prese con auto anche datate scelgono sempre più spesso la rete di assistenza ufficiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 class="western"><strong>E il meccanico di fiducia?</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione, che ha trovato nella crisi dei semiconduttori un importante catalizzatore, va avanti in realtà da tempi ancor più remoti. Da quando cioè, grazie al <strong>Decreto Monti</strong> è possibile portare l&#8217;auto dal meccanico di fiducia per il tagliando, senza con ciò far decadere la garanzia ufficiale del costruttore. A patto che in officina vengano utilizzate parti di ricambio <strong>originali o compatibili ma approvate dal costruttore</strong> perché rispondenti ai medesimi parametri qualitativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da quel preciso momento le case si sono trovate a fare i conti con una concorrenza sempre maggiore sul piano della <strong>manutenzione programmata</strong>, perché in genere le autofficine indipendenti hanno costi di gestione minori risultando di conseguenza competitive, rispetto alle strutture ufficiali. Col tempo i costruttori hanno capito che per recuperare terreno su un campo che per loro è fonte di margini importanti, avrebbero dovuto recuperare clienti attraverso scontistiche dedicate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed è proprio ciò che sta accadendo, con la situazione odierna estremizzata dall&#8217;ormai nota crisi del silicio e da una situazione di incertezza economica generalizzata. Le case rinunciano a parte del margine ma <strong>incrementano il numero di interventi</strong>, riportando in positivo l&#8217;ago di una bilancia che stava pericolosamente puntando verso il basso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cliente in questo caso realizza un doppio vantaggio: da una parte può contare su <strong>prezzi competitivi</strong> anche rispetto a quelli che potrebbe applicare il meccanico di fiducia, e dall&#8217;altra gode di una serie di garanzie extra che solo il costruttore può elargire, specialmente sulla manodopera. Un rapporto win-to-win che a conti fatti conviene a tutti, soprattutto in caso di <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://www.patentati.it/blog/articoli-auto/tagliando-auto.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>elevate percorrenze chilometriche</strong></a></span> che si traducono in più tagliandi durante l&#8217;anno.</p>
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		<title>Catene da neve per cerchi in lega: cosa sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2020 11:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le catene da neve per cerchi in lega rappresentano una evoluzione delle classiche catene, le uniche in grado di offrire assolute garanzie di sicurezza su auto che montano questo tipo di cerchioni. Esistono varie tipologie di catene per cerchi in lega, ognuna delle quali si basa su un meccanismo diverso. Ecco una panoramica approfondita. &#160; Catene da neve per cerchi in lega: caratteristiche &#160; &#160; Le catene da neve per cerchi in lega, come si intuisce dal nome, sono catene da neve adatte a pneumatici che montano cerchioni in lega di alluminio. Sono accessori indispensabili per tutta una serie di motivi. Eccone alcuni. &#160; L’alluminio è meno resistente. Si tratta pur sempre di una lega metallica, è vero, ma dal punto di vista della resistenza ai traumi di natura meccanica, il ferro – materiale tradizionalmente utilizzato per i cerchioni – offre maggiori garanzie. Se non si utilizzano catene da neve per cerchi in lega, quindi, il rischio è quello di rovinare il cerchione. I cerchi in lega rovinati sono molto pericolosi. Abbiamo detto che i cerchi in lega si danneggiano con molta più facilità rispetto a quelli in ferro. Si tratta di una eventualità da prendere in considerazione, poiché i cerchioni danneggiati espongono il guidatore a rischi molto gravi. Per esempio, il cerchione potrebbe alla lunga staccarsi o conferire instabilità alla vettura, il ché non configura la migliore delle condizioni di guida possibile. I cerchi in lega sono costosi. Va considerato anche l’aspetto economico. Nonostante alcune lacune dal punto di vista della resistenza, i cerchi in lega hanno un prezzo maggiore di quelli in ferro. La lega in alluminio, infatti, è più flessibile e consente lavorazioni più raffinate sotto il profilo estetico. Inoltre, questo materiale conferisce una maggiore stabilità alla guida, riducendo al minimo le vibrazioni, specie a velocità elevate. Per questo motivo, montare catene da neve normali può causare, oltre a un rischio per la sicurezza, anche un danno economico. &#160; Catene da neve per cerchi in lega: le tipologie &#160; Esistono varie tipologie di catene da neve per cerchi in lega. Generalmente, differiscono l’una dall’altra solo per un aspetto: il sistema di protezione. Lo scopo di quest’ultimo è di evitare il contatto tra le maglie della catena e il cerchione. Ecco le tre principali tipologie di catene da neve per cerchi in lega. &#160; Catene da neve con bottoni in nylon. In questo caso, la catena viene letteralmente tirata ai lati del cerchione, in moda da evitare il contatto con quest’ultimo. I bottoni sono fissati su un piccolo pannello, il quale contribuisce a ridurre il gioco della catene. Questo sistema è abbastanza sicuro, anche perché il nylon si fa apprezzare soprattutto per la resistenza agli agenti atmosferici. Catene da neve con blocca catenino. In questa fattispecie, la catene viene tirata oltre il cerchione e fissata non dai bottoni, bensì da un meccanismo di chiusura, una specie di fibbia in materiale resistente. A livello di prestazioni, si posizione leggermente meglio dei botton in nylon, in quanto il dispositivo può in linea teorica sopportare una forza di trazione superiore a quella dei bottoni. Catene da neve con fissaggio ai dadi. E’ il metodo migliore in assoluto, l’unico che garantisce in maniera assoluta che la catena non entri in contatto con il cerchione. Il meccanismo, infatti, prevede il sollevamento della catena, mediante il fissaggio di un dispositivo ai dadi della ruota. L’unico difetto consiste in una perdita di aerodinamicità, comunque ininfluente dal momento che il limite di velocità, quando si montano le catene da neve, scende a 50 chilometri orari. &#160; Catene da neve per cerchi in lega: a cosa fare attenzione &#160; Se acquistare le catene da neve non è affatto un gioco da ragazzi, vista la particolarità di questo accessorio, lo è ancora di meno acquistare catene da neve per cerchi in lega. Sono numerosi gli elementi da prendere in considerazione quando si deve scegliere un prodotto del genere. Ecco i più importanti. &#160; Prezzo. Le catene da neve per cerchi in lega si caratterizzano per i prezzi estremamente eterogenei. Questo non è determinato solo dalla marca, ma anche dal modello. Il modello più costoso è quello con il fissaggio ai dadi, che non a casa è il migliore dal punto di vista prestazionale. Catenabilità. In alcuni casi, l’auto è semplicemente non catenabile. In questo caso, acquistare una catena da neve sarebbe uno spreco. Ovviamente, questo elemento riguarda l’acquisto di tutte le tipologie di catene, e non solo quelle dedicate ai cerchioni. Compatibilità. Infine, attenzione alla misura, che per quanto riguarda le catene da neve è espressa in millimetri. &#160; Catene da neve per cerchi in lega: i prezzi &#160; I prezzi sono molto indicativi in quanto, oltre che per il modello, si segnala una certa variabilità in base alla marca. &#160; Catene da neve con bottoni in nylon: da 35,00 € a 141,00€ Catene da neve con blocca catenino: da 38,00 € a 116,00 € Catene da neve con fissaggio ai dadi: da 269,00 € a 397,00 € &#160; Catene da neve per cerchi in lega: i marchi più famosi &#160; Alcuni marchi si sono distinti più di altri nella produzione di catene da neve per cerchi in lega. Eccone tre. &#160; Ragno. E’ probabilmente il marchio più famoso del settore, almeno in Italia (paese di origine dell’azienda). Le catene Ragno, a prescindere dalla loro compatibilità con i cerchi in lega, sono sinonimo di sicurezza ed eleganza. L’efficacia è garantita dall’impiego di materiali solidi e da un lavoro di progettazione impeccabile. Le catene Ragno sono disponibili in numerosi modelli. Alcuni costano più della media, ma il loro prezzo è ampiamente giustificato dalla qualità. Konig. Insieme a Ragno è il marchio più famoso nel segmento delle catene da neve. Si apprezza, nei suoi prodotti, la capacità di coniugare livelli prestazioni elevati con un prezzo accessibile. La sua potenza di fuoco, declinata in un ampliamento della gamma, è aumentata a dismisura dal 2015, anno in cui è passata al gruppo austriaco Schneeketten AG. Lampa. Altra azienda italiana, Lampa presidia saldamente il mercato italiano degli accessori e dei ricambi per auto. Da qualche anno produce catene da neve in grado di rispondere alle esigenze dei clienti e aderire ai più rigidi standard di sicurezza. Delle catene Lampa si ammira, oltre che i livelli prestazionali, anche il prezzo molto accessibile. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le catene da neve per cerchi in lega rappresentano una evoluzione delle classiche catene, le uniche in grado di offrire assolute garanzie di sicurezza su auto che montano questo tipo di cerchioni. Esistono varie tipologie di catene per cerchi in lega, ognuna delle quali si basa su un meccanismo diverso. Ecco una panoramica approfondita.</h2>
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<h2>Catene da neve per cerchi in lega: caratteristiche</h2>
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<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/migliori-catene-da-neve-per-auto-con-cerchi-in-lega.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-4567 size-full" title="Nuovo modello di catene per cerchi in lega" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/migliori-catene-da-neve-per-auto-con-cerchi-in-lega-e1592740003167.jpg" alt="Modello di catene per cerchi in lega" width="500" height="333" /></a></p>
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<p><strong>Le catene da neve per cerchi in lega</strong>, come si intuisce dal nome, sono catene da neve adatte a pneumatici che montano cerchioni in lega di alluminio. Sono accessori indispensabili per tutta una serie di motivi. Eccone alcuni.</p>
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<li><strong>L’alluminio è meno resistente</strong>. Si tratta pur sempre di una lega metallica, è vero, ma dal punto di vista della resistenza ai traumi di natura meccanica, il ferro – materiale tradizionalmente utilizzato per i cerchioni – offre maggiori garanzie. Se non si utilizzano catene da neve per cerchi in lega, quindi, il rischio è quello di rovinare il cerchione.</li>
<li><strong>I cerchi in lega rovinati sono molto pericolosi</strong>. Abbiamo detto che i cerchi in lega si danneggiano con molta più facilità rispetto a quelli in ferro. Si tratta di una eventualità da prendere in considerazione, poiché i cerchioni danneggiati espongono il guidatore a rischi molto gravi. Per esempio, il cerchione potrebbe alla lunga staccarsi o conferire instabilità alla vettura, il ché non configura la migliore delle condizioni di guida possibile.</li>
<li><strong>I cerchi in lega sono costosi.</strong> Va considerato anche l’aspetto economico. Nonostante alcune lacune dal punto di vista della resistenza, i cerchi in lega hanno un prezzo maggiore di quelli in ferro. La lega in alluminio, infatti, è più flessibile e consente lavorazioni più raffinate sotto il profilo estetico. Inoltre, questo materiale conferisce una maggiore stabilità alla guida, riducendo al minimo le vibrazioni, specie a velocità elevate. Per questo motivo, montare catene da neve normali può causare, oltre a un rischio per la sicurezza, anche un danno economico.</li>
</ul>
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<h2>Catene da neve per cerchi in lega: le tipologie</h2>
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<p>Esistono varie tipologie di catene da neve per cerchi in lega. Generalmente, differiscono l’una dall’altra solo per un aspetto: il sistema di protezione. Lo scopo di quest’ultimo è di evitare il contatto tra le maglie della catena e il cerchione. Ecco le tre principali tipologie di catene da neve per cerchi in lega.</p>
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<li><strong>Catene da neve con bottoni in nylon</strong>. In questo caso, la catena viene letteralmente tirata ai lati del cerchione, in moda da evitare il contatto con quest’ultimo. I bottoni sono fissati su un piccolo pannello, il quale contribuisce a ridurre il gioco della catene. Questo sistema è abbastanza sicuro, anche perché il nylon si fa apprezzare soprattutto per la resistenza agli agenti atmosferici.</li>
<li><strong>Catene da neve con blocca catenino</strong>. In questa fattispecie, la catene viene tirata oltre il cerchione e fissata non dai bottoni, bensì da un meccanismo di chiusura, una specie di fibbia in materiale resistente. A livello di prestazioni, si posizione leggermente meglio dei botton in nylon, in quanto il dispositivo può in linea teorica sopportare una forza di trazione superiore a quella dei bottoni.</li>
<li><strong>Catene da neve con fissaggio ai dadi</strong>. E’ il metodo migliore in assoluto, l’unico che garantisce in maniera assoluta che la catena non entri in contatto con il cerchione. Il meccanismo, infatti, prevede il sollevamento della catena, mediante il fissaggio di un dispositivo ai dadi della ruota. L’unico difetto consiste in una perdita di aerodinamicità, comunque ininfluente dal momento che il limite di velocità, quando si montano le catene da neve, scende a 50 chilometri orari.</li>
</ul>
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<h2>Catene da neve per cerchi in lega: a cosa fare attenzione</h2>
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<p>Se acquistare le catene da neve non è affatto un gioco da ragazzi, vista la particolarità di questo accessorio, lo è ancora di meno acquistare catene da neve per cerchi in lega. Sono numerosi gli elementi da prendere in considerazione quando si deve scegliere un prodotto del genere. Ecco i più importanti.</p>
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<li><strong>Prezzo</strong>. Le catene da neve per cerchi in lega si caratterizzano per i prezzi estremamente eterogenei. Questo non è determinato solo dalla marca, ma anche dal modello. Il modello più costoso è quello con il fissaggio ai dadi, che non a casa è il migliore dal punto di vista prestazionale.</li>
<li><strong>Catenabilità</strong>. In alcuni casi, l’auto è semplicemente non catenabile. In questo caso, acquistare una catena da neve sarebbe uno spreco. Ovviamente, questo elemento riguarda l’acquisto di tutte le tipologie di catene, e non solo quelle dedicate ai cerchioni.</li>
<li><strong>Compatibilità</strong>. Infine, attenzione alla misura, che per quanto riguarda le catene da neve è espressa in millimetri.</li>
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<h2>Catene da neve per cerchi in lega: i prezzi</h2>
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<p>I prezzi sono molto indicativi in quanto, oltre che per il modello, si segnala una certa variabilità in base alla marca.</p>
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<ul>
<li>Catene da neve con bottoni in nylon: da 35,00 € a 141,00€</li>
<li>Catene da neve con blocca catenino: da 38,00 € a 116,00 €</li>
<li>Catene da neve con fissaggio ai dadi: da 269,00 € a 397,00 €</li>
</ul>
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<h2>Catene da neve per cerchi in lega: i marchi più famosi</h2>
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<p>Alcuni marchi si sono distinti più di altri nella produzione di catene da neve per cerchi in lega. Eccone tre.</p>
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<ul>
<li><strong>Ragno</strong>. E’ probabilmente il marchio più famoso del settore, almeno in Italia (paese di origine dell’azienda). Le catene Ragno, a prescindere dalla loro compatibilità con i cerchi in lega, sono sinonimo di sicurezza ed eleganza. L’efficacia è garantita dall’impiego di materiali solidi e da un lavoro di progettazione impeccabile. Le catene Ragno sono disponibili in numerosi modelli. Alcuni costano più della media, ma il loro prezzo è ampiamente giustificato dalla qualità.</li>
<li><strong>Konig</strong>. Insieme a Ragno è il marchio più famoso nel segmento delle catene da neve. Si apprezza, nei suoi prodotti, la capacità di coniugare livelli prestazioni elevati con un prezzo accessibile. La sua potenza di fuoco, declinata in un ampliamento della gamma, è aumentata a dismisura dal 2015, anno in cui è passata al gruppo austriaco Schneeketten AG.</li>
<li><strong>Lampa</strong>. Altra azienda italiana, Lampa presidia saldamente il mercato italiano degli accessori e dei ricambi per auto. Da qualche anno produce catene da neve in grado di rispondere alle esigenze dei clienti e aderire ai più rigidi standard di sicurezza. Delle catene Lampa si ammira, oltre che i livelli prestazionali, anche il prezzo molto accessibile.</li>
</ul>
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<p>The post <a href="https://blog.motor3.it/catene-neve-cerchi-lega/">Catene da neve per cerchi in lega: cosa sapere</a> appeared first on <a href="https://blog.motor3.it">Blog Motor3</a>.</p>
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		<title>Come ricaricare la batteria auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 13:46:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando l’auto è in panne, è spesso un problema di batteria. Occorre cercare di ricaricare la batteria auto. Come? Ci sono tre metodi: la carica a spinta, i cavi, il caricabatteria e il pannello solare portatile. In questo articolo li tratteremo tutti e tre e descriveremo i migliori strumenti attualmente in circolazione. &#160; Quando è necessario ricaricare la batteria dell&#8217;auto Capita a tutti, prima o poi, di trovarsi in panne a causa della batteria. In questo caso, però, è necessario decidere se ricaricare la batteria auto o sostituirla. In genere, quando, una volta fatta girare la chiave, si accendono le luci e il quadro e il motore tossicchia, significa che la batteria è semplicemente scarica. Quando invece l’automobile non dà alcun segno di vita, è il segnale che è arrivato il momento della sostituzione. Va detto, però, che l’unico modo per accertarsi che la batteria ha concluso il suo ciclo vitale è la rilevazione della potenza mediante il caricabatteria. Se avete concluso che è sufficiente ricaricare la batteria auto, avete a disposizione quattro metodi: la carica a spinta, la carica con i cavi, il caricabatteria e la carica con pannello solare. Ovviamente, quest’ultimo metodo è quello meno diffuso. Ne parleremo in seguito. &#160; Ricaricare la batteria auto: precauzioni e tempi di ricarica A prescindere dal metodo scelto, è necessario prendere alcune precauzioni. Il più importante consiste nell’utilizzo dei guanti isolanti, per esempio quelli da elettricista. Sarebbe bene anche indossare degli occhiali di protezione, in modo da proteggersi nel caso di incidenti, come le scintille o gli schizzi di acido che potrebbero provenire dalla batteria stessa. Un’altra precauzione, se si è in strada, è quella di indossare il giubbotto catarifrangente e scegliere, se possibile, una zona spaziosa e ben illuminata. Per quanto riguarda i tempi di ricarica, questi variano in base al metodo scelto. Se si sceglie la carica a spinta, una volta che l’auto è partita è necessaria almeno una mezz’ora di guida per ricaricare la batteria in maniera sufficiente. Se si opta per i cavi sono sufficienti dieci minuti. Il caricabatteria, invece, pone in essere una questione diversa. Anche qui si parla di pochi minuti per una carica sufficiente, per la carica completa di contro si deve attendere una dozzina di ore. Stesso discorso per la ricarica con pannello. &#160; Ricaricare la batteria auto con cavi Come molti sanno, per ricaricare la batteria auto con i cavi è necessario il contributo di un’altra vettura funzionante. Ecco i passaggi che occorre compiere per ricaricare la batteria auto con i cavi. Posizionare le due vetture una di fronte all’altra e aprire i rispettivi cofani Collegare le due batterie facendo entrare in contatto una estremità con il terminale positivo della batteria scarica e l’altra estremità con il termine positivo della batteria carica. Ripetere la stessa operazione con i terminali negativi. Il tutto a motori spenti. Accendere il motore della macchina funzionante (con la marcia a folle) Dopo qualche minuto, provare ad accendere la vettura non funzionante. Se non si accende, aspettare qualche altro minuto. Una volta che anche il motore dell’auto non funzionante si è acceso, lasciare passare qualche altro minuto in modo da raggiungere un livello di carica sufficiente. Staccare i cavi. &#160; Ecco alcuni dei migliori cavi per ricaricare la batteria auto in circolazione. Lampa Serie 70122. Questi cavi hanno una potenza fino a 200 A. Vantano delle pinze (morsetti) di sicurezza ben isolate. La loro molla è costruita in acciaio temperato, quindi sono sicure e resistenti. Il prodotto è corredato di pratica custodia. Costa 9,15 €. Sukura SS3625. Questi cavi spiccano per almeno un paio di caratteristiche: raggiungono una potenza eccezionale, pari a 400 A, sono lunghi 3 metri e sono dotati di morsetti dalla presa molto sicura. Costano 14,60 €. AAJ Cavi batteria. Questi cavi hanno un nucleo in rame intrecciato ad alto amperaggio (800 A) e sono lunghi ben 6 metri. Il manico è in PVC e i morsetti in acciaio. Il prezzo è un po’ alto, 33 €, ma ampiamente giustificato dalla qualità. &#160; Ricaricare la batteria con il caricabatteria Esiste un modo molto più semplice e che non richiede il contributo di un’altra vettura per ricaricare la batteria auto: utilizzare il caricabatteria. Si tratta di un macchinario molto facile da padroneggiare e che, tra le altre cose, vanta una certa valenza diagnostica: i modelli con display, infatti, informano sullo stato della batteria, e in particolare sullo stato della carica. Ad ogni modo, per ricaricare la batteria auto con il caricabatteria è necessario compiere i seguenti passaggi. Sconnettere la batteria. Nello specifico, va scollegato prima il polo negativo e poi il polo positivo. Collegare il morsetto rosso del caricabatteria al polo positivo della batteria Collegare il morsetto nero del caricabatteria al polo negativo della batteria Collegare il caricabatteria alla presa &#160; Qualche precauzione: Utilizzare solo un caricabatteria compatibile. Il parametro da tenere d’occhio sono i VOLT Utilizzare solo un caricabatteria a spegnimento automatico. Questo genere di modello, infatti, si spegne se per sbaglio sono stati invertiti i poli, evitando cortocircuiti e incidenti molto spiacevoli Evitare di ricaricare la batteria auto quando fa molto caldo (temperatura superiore a 44 gradi) o quando fa molto freddo. &#160; Di seguito, alcuni dei migliori caricabatteria in circolazione. Black &#38; Decker BDV090. Questo caricabatteria è adatto alle batteria al piombo acido di 6 e 12 V. E’ dotato di un efficace display LED e ha un amperaggio di 12 A. Costa solo 29,00 €. DECA 0400204. Questo è un caricabatteria compatibile con batterie di 12 e 24 V. Ha un buon amperaggio (12 A) e fornisce protezione termostatica in caso di inversioni di polarità. Costa 56,00 €. Caricabatteria Suoki. Questo prodotto è molto tecnologico: offre infatti protezione termostatica, da sovratemperatura e sovraricarica. Inoltre ha uno schermo LCD. Adatto alle batteria di 6 e 12 V, costa solo 35,99 €. Valex 1851207.0. E’ probabilmente il caricabatteria più economico in circolazione. Costa, infatti, solo 15,99 €. Esprime comunque una buona qualità ed è molto sicuro: è dotato di protezione da sovraccarichi e inversioni di polarità. &#160; Ricaricare la batteria auto con un pannello solare Esiste un’altra possibilità per ricaricare la batteria auto, una alternativa ai cavi o al caricabatteria certo poco diffusa ma comunque efficace: il pannello solare portatile. Il costo a dire il vero è molto più basso di quanto si possa immaginare: siamo nell’ordine delle decine di euro. Anche l’utilizzo è alla portata di tutti. Il pannello è infatti dotati di morsetti proprio come i caricabatteria. E’ sufficiente, quindi, collegare il morsetto rosso al polo positivo della batteria scarica e il morsetto nero al polo negativo, aspettare qualche minuto e il gioco è fatto. Vale, ovviamente, la stessa precauzione della ricarica con caricabatterie: non vanno invertiti i poli, pena il verificarsi del cortocircuito e incidenti potenzialmente molto pericolosi. Ecco alcuni dei migliori pannelli portatili per ricaricare la batteria auto in circolazione. Pannello Allpowers. La tensione di carico è pari a 18 V. Pesa molto poco (appena 300 grammi) ed è molto semplice da utilizzare. Costa solo 20,99 €. Pannello Eco-Worthy. La tensone di carico è pari a 12 V, è molto leggere, resiste a temperatura estreme (fino a -40 gradi e a +80) e pesa pochissimo. Costa 19,86 €. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando l’auto è in panne, è spesso un problema di batteria. Occorre cercare di ricaricare la batteria auto. Come? Ci sono tre metodi: la carica a spinta, i cavi, il caricabatteria e il pannello solare portatile. In questo articolo li tratteremo tutti e tre e descriveremo i migliori strumenti attualmente in circolazione.</h2>
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<h2>Quando è necessario ricaricare la batteria dell&#8217;auto</h2>
<p>Capita a tutti, prima o poi, di trovarsi in panne a causa della batteria. In questo caso, però, è necessario decidere <strong>se ricaricare la batteria auto o sostituirla</strong>. In genere, quando, una volta fatta girare la chiave, si accendono le luci e il quadro e il motore tossicchia, significa che la batteria è semplicemente scarica. Quando invece l’automobile non dà alcun segno di vita, è il segnale che è arrivato il momento della sostituzione. Va detto, però, che l’unico modo per accertarsi che la batteria ha concluso il suo ciclo vitale è la rilevazione della potenza mediante il caricabatteria.</p>
<p>Se avete concluso che è sufficiente ricaricare la batteria auto, avete a disposizione <strong>quattro metodi</strong>: la carica a spinta, la carica con i cavi, il caricabatteria e la carica con pannello solare. Ovviamente, quest’ultimo metodo è quello meno diffuso. Ne parleremo in seguito.</p>
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<h2>Ricaricare la batteria auto: precauzioni e tempi di ricarica</h2>
<p>A prescindere dal metodo scelto, è necessario prendere alcune precauzioni. Il più importante consiste nell’utilizzo dei guanti isolanti, per esempio quelli da elettricista. Sarebbe bene anche indossare degli occhiali di protezione, in modo da proteggersi nel caso di incidenti, come le scintille o gli schizzi di acido che potrebbero provenire dalla batteria stessa.</p>
<p>Un’altra precauzione, se si è in strada, è quella di <strong>indossare il giubbotto catarifrangente</strong> e scegliere, se possibile, una zona spaziosa e ben illuminata.</p>
<p>Per quanto riguarda i tempi di ricarica, questi variano in base al metodo scelto. Se si sceglie la carica a spinta, una volta che l’auto è partita è necessaria almeno una mezz’ora di guida per ricaricare la batteria in maniera sufficiente. Se si opta per i cavi sono sufficienti dieci minuti. Il caricabatteria, invece, pone in essere una questione diversa. Anche qui si parla di pochi minuti per una carica sufficiente, per la carica completa di contro si deve attendere una dozzina di ore. Stesso discorso per la ricarica con pannello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ricaricare la batteria auto con cavi</h2>
<p>Come molti sanno, per ricaricare la batteria auto con i cavi è necessario il contributo di un’altra vettura funzionante. Ecco i passaggi che occorre compiere per ricaricare la batteria auto con i cavi.</p>
<ul>
<li>Posizionare le due vetture una di fronte all’altra e aprire i rispettivi cofani</li>
<li>Collegare le due batterie facendo entrare in contatto una estremità con il terminale positivo della batteria scarica e l’altra estremità con il termine positivo della batteria carica. Ripetere la stessa operazione con i terminali negativi. Il tutto a motori spenti.</li>
<li>Accendere il motore della macchina funzionante (con la marcia a folle)</li>
<li>Dopo qualche minuto, provare ad accendere la vettura non funzionante. Se non si accende, aspettare qualche altro minuto.</li>
<li>Una volta che anche il motore dell’auto non funzionante si è acceso, lasciare passare qualche altro minuto in modo da raggiungere un livello di carica sufficiente.</li>
<li>Staccare i cavi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco alcuni dei <strong>migliori cavi</strong> per ricaricare la batteria auto in circolazione.</p>
<ul>
<li><strong>Lampa Serie 70122</strong>. Questi cavi hanno una potenza fino a 200 A. Vantano delle pinze (morsetti) di sicurezza ben isolate. La loro molla è costruita in acciaio temperato, quindi sono sicure e resistenti. Il prodotto è corredato di pratica custodia. Costa 9,15 €.</li>
<li><strong>Sukura SS3625</strong>. Questi cavi spiccano per almeno un paio di caratteristiche: raggiungono una potenza eccezionale, pari a 400 A, sono lunghi 3 metri e sono dotati di morsetti dalla presa molto sicura. Costano 14,60 €.</li>
<li><strong>AAJ Cavi batteria</strong>. Questi cavi hanno un nucleo in rame intrecciato ad alto amperaggio (800 A) e sono lunghi ben 6 metri. Il manico è in PVC e i morsetti in acciaio. Il prezzo è un po’ alto, 33 €, ma ampiamente giustificato dalla qualità.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ricaricare la batteria con il caricabatteria</h2>
<p>Esiste un modo molto più semplice e che non richiede il contributo di un’altra vettura per ricaricare la batteria auto: utilizzare il caricabatteria. Si tratta di un macchinario molto facile da padroneggiare e che, tra le altre cose, vanta <strong>una certa valenza diagnostica</strong>: i modelli con display, infatti, informano sullo stato della batteria, e in particolare sullo stato della carica.</p>
<p>Ad ogni modo, per ricaricare la batteria auto con il caricabatteria è necessario compiere i seguenti passaggi.</p>
<ul>
<li>Sconnettere la batteria. Nello specifico, va scollegato prima il polo negativo e poi il polo positivo.</li>
<li>Collegare il morsetto rosso del caricabatteria al polo positivo della batteria</li>
<li>Collegare il morsetto nero del caricabatteria al polo negativo della batteria</li>
<li>Collegare il caricabatteria alla presa</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qualche <strong>precauzione</strong>:</p>
<ul>
<li>Utilizzare solo un caricabatteria compatibile. Il parametro da tenere d’occhio sono i VOLT</li>
<li>Utilizzare solo un caricabatteria a spegnimento automatico. Questo genere di modello, infatti, si spegne se per sbaglio sono stati invertiti i poli, evitando cortocircuiti e incidenti molto spiacevoli</li>
<li>Evitare di ricaricare la batteria auto quando fa molto caldo (temperatura superiore a 44 gradi) o quando fa molto freddo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito, alcuni dei migliori caricabatteria in circolazione.</p>
<ul>
<li><strong>Black &amp; Decker BDV090</strong>. Questo caricabatteria è adatto alle batteria al piombo acido di 6 e 12 V. E’ dotato di un efficace display LED e ha un amperaggio di 12 A. Costa solo 29,00 €.</li>
<li><strong>DECA 0400204</strong>. Questo è un caricabatteria compatibile con batterie di 12 e 24 V. Ha un buon amperaggio (12 A) e fornisce protezione termostatica in caso di inversioni di polarità. Costa 56,00 €.</li>
<li><strong>Caricabatteria Suoki</strong>. Questo prodotto è molto tecnologico: offre infatti protezione termostatica, da sovratemperatura e sovraricarica. Inoltre ha uno schermo LCD. Adatto alle batteria di 6 e 12 V, costa solo 35,99 €.</li>
<li><strong>Valex 1851207.0. </strong>E’ probabilmente il caricabatteria più economico in circolazione. Costa, infatti, solo 15,99 €. Esprime comunque una buona qualità ed è molto sicuro: è dotato di protezione da sovraccarichi e inversioni di polarità.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ricaricare la batteria auto con un pannello solare</h2>
<p>Esiste un’altra possibilità per ricaricare la batteria auto, una alternativa ai cavi o al caricabatteria certo poco diffusa ma comunque efficace: <strong>il pannello solare portatile</strong>. Il costo a dire il vero è molto più basso di quanto si possa immaginare: siamo nell’ordine delle decine di euro.</p>
<p>Anche l’utilizzo è alla portata di tutti. Il pannello è infatti dotati di morsetti proprio come i caricabatteria. E’ sufficiente, quindi, collegare il morsetto rosso al polo positivo della batteria scarica e il morsetto nero al polo negativo, aspettare qualche minuto e il gioco è fatto.</p>
<p>Vale, ovviamente, la stessa precauzione della ricarica con caricabatterie: non vanno invertiti i poli, pena il verificarsi del cortocircuito e incidenti potenzialmente molto pericolosi.</p>
<p>Ecco alcuni dei migliori pannelli portatili per ricaricare la batteria auto in circolazione.</p>
<ul>
<li><strong>Pannello Allpowers</strong>. La tensione di carico è pari a 18 V. Pesa molto poco (appena 300 grammi) ed è molto semplice da utilizzare. Costa solo 20,99 €.</li>
<li><strong>Pannello Eco-Worthy</strong>. La tensone di carico è pari a 12 V, è molto leggere, resiste a temperatura estreme (fino a -40 gradi e a +80) e pesa pochissimo. Costa 19,86 €.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Italia, aumenta la spesa per le revisioni e le riparazioni dei motori</title>
		<link>https://blog.motor3.it/italia-aumenta-spesa-revisioni-riparazioni-motori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 11:15:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quasi tre miliardi di euro: secondo le ultime stime dell’Osservatorio Autopromotec, è questa la somma che gli italiani hanno speso nel corso di tutto il 2017 per le spese legate alla revisione delle auto presso le officine private autorizzate. Secondo gli esperti della struttura di ricerca della più importante rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, si tratta di un incremento di circa 3 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente. &#160; La spesa per la revisione in Italia I costi della revisione nel 2016 si erano infatti fermati a 2,86 miliardi di euro, mentre la cifra raggiunta nel 2017 si divide principalmente in due grandi branche: circa 950 milioni di euro sono i fondi che sono serviti per il pagamento della tariffa per le revisioni, mentre la restante parte di 1.997,3 milioni di euro dipende dalle cosiddette operazioni di prerevisione, vale a dire da tutto l&#8217;insieme di riparazioni e interventi necessari per porre i veicoli in condizioni di superare i controlli. &#160; Quasi 3 miliardi in totale Gli esperti di Autopromotec, che hanno rielaborato dei dati Istat e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spiegano anche i fattori che hanno portato all&#8217;incremento della spesa: il primo motivo viene individuato nell&#8217;aumento del numero degli autoveicoli chiamati a revisione nel corso del 2017, che è stato superiore di quasi 2 punti percentuali rispetto al numero degli autoveicoli revisionati nel 2016. Di conseguenza, questo ha comportato un comprensibile aumento del fatturato delle officine. &#160; Costi più alti In relazione alle sole prerevisioni, invece, sull&#8217;incremento dei dati ha influito sia il maggior numero di autoveicoli sottoposti ai controlli che, in maniera piuttosto netta, la lievitazione della spesa, dovuta anche all’incremento dei costi delle operazioni di manutenzione e riparazione che emerge dagli indici Istat. &#160; Simile discorso per le moto Passando dalle quattro alle due ruote, si notano percentuali di crescita anche per le spese legate al cosiddetto aftermarket, ovvero per l&#8217;acquisto di ricambi originali della casa madre o di quelli compatibili proposti da varie marche. Un ruolo importante per la diffusione di queste soluzioni deriva anche dal Web, dove sono attivi portali specializzati nella distribuzione di questi prodotti, come nel caso degli accessori per moto sul sito OmniaRacing, dove è possibile trovare praticamente ogni tipo di soluzione per abbellire, personalizzare e rendere pratica la propria moto. &#160; Novità per la revisione di moto A proposito di revisioni moto, inoltre, è bene ricordare che dal prossimo maggio sono in arrivo importanti novità: partono infatti il 20 maggio le nuove procedure di revisione periodica dei veicoli a due ruote, imposte dalla direttiva UE n. 2014/45, che hanno l&#8217;obiettivo principale di tutelare i consumatori contro i casi di frode nella compravendita di veicoli usati. In termini pratici, la novità è rappresentata dal nuovo certificato di revisione, in cui andranno a confluire tutti i dati verificati nel corso della revisione, a cominciare dai chilometri effettivamente percorsi dal veicolo. &#160; Non cambia il calendario Non sono invece previste modifiche al calendario delle scadenze per la revisione dei veicoli: la prima &#8220;visita&#8221; di ciclomotori, motocicli e motoveicoli per uso privato deve avvenire entro quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre le successive revisioni sono obbligatorie a cadenza biennale. Simile il regolamento in vigore per le auto, imposto dall’articolo 80 del Codice della Strada, che prevede appunto un periodo di quattro anni tra l&#8217;immatricolazione della vettura e la prima revisione, seguito da controlli ogni due anni. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quasi tre miliardi di euro: secondo le ultime stime dell’Osservatorio Autopromotec, è questa la somma che gli italiani hanno speso nel corso di tutto il 2017 per le spese legate alla revisione delle auto presso le officine private autorizzate. Secondo gli esperti della struttura di ricerca della più importante rassegna internazionale delle attrezzature e dell’aftermarket automobilistico, si tratta di un incremento di circa 3 punti percentuali rispetto all&#8217;anno precedente.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>La spesa per la revisione in Italia</strong></h3>
<p>I <strong>costi della revisione</strong> nel 2016 si erano infatti fermati a 2,86 miliardi di euro, mentre la cifra raggiunta nel <strong>2017</strong> si divide principalmente in due grandi branche: circa 950 milioni di euro sono i fondi che sono serviti per il pagamento della tariffa per le revisioni, mentre la restante parte di 1.997,3 milioni di euro dipende dalle cosiddette operazioni di prerevisione, vale a dire da tutto l&#8217;insieme di riparazioni e interventi necessari per porre i veicoli in condizioni di superare i controlli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Quasi 3 miliardi in totale</strong></h3>
<p>Gli esperti di<strong> Autopromotec</strong>, che hanno rielaborato dei dati Istat e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, spiegano anche i fattori che hanno portato all&#8217;incremento della spesa: il primo motivo viene individuato nell&#8217;aumento del numero degli autoveicoli chiamati a revisione nel corso del 2017, che è stato superiore di quasi 2 punti percentuali rispetto al numero degli autoveicoli revisionati nel 2016. Di conseguenza, questo ha comportato un comprensibile aumento del fatturato delle officine.</p>
<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/03/officina-autorizzata-revisioni-auto-moto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-4553" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/03/officina-autorizzata-revisioni-auto-moto-300x210.jpg" alt="Una officina autorizzata per revisioni auto e moto." width="300" height="210" srcset="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/03/officina-autorizzata-revisioni-auto-moto-300x210.jpg 300w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/03/officina-autorizzata-revisioni-auto-moto.jpg 448w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Costi più alti</strong></h3>
<p>In relazione alle sole prerevisioni, invece, sull&#8217;incremento dei dati ha influito sia il maggior numero di autoveicoli sottoposti ai controlli che, in maniera piuttosto netta, la lievitazione della spesa, dovuta anche all’incremento dei costi delle <strong>operazioni di manutenzione e riparazione</strong> che emerge dagli indici Istat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Simile discorso per le moto</strong></h3>
<p>Passando dalle quattro alle due ruote, si notano percentuali di crescita anche per le spese legate al cosiddetto <strong>aftermarket</strong>, ovvero per l&#8217;acquisto di ricambi originali della casa madre o di quelli compatibili proposti da varie marche. Un ruolo importante per la diffusione di queste soluzioni deriva anche dal Web, dove sono attivi portali specializzati nella distribuzione di questi prodotti, come nel caso degli<strong><a href="https://www.omniaracing.net/accessori-moto-c-1.html" target="_blank"> accessori per moto sul sito OmniaRacing</a></strong>, dove è possibile trovare praticamente ogni tipo di soluzione per abbellire, personalizzare e rendere pratica la propria moto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Novità per la revisione di moto</strong></h3>
<p>A proposito di revisioni moto, inoltre, è bene ricordare che dal prossimo maggio sono in arrivo importanti novità: partono infatti il 20 maggio le nuove procedure di revisione periodica dei veicoli a due ruote, imposte dalla <strong>direttiva UE n. 2014/45</strong>, che hanno l&#8217;obiettivo principale di tutelare i consumatori contro i casi di frode nella compravendita di veicoli usati. In termini pratici, la novità è rappresentata dal nuovo certificato di revisione, in cui andranno a confluire tutti i dati verificati nel corso della revisione, a cominciare dai chilometri effettivamente percorsi dal veicolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Non cambia il calendario</strong></h3>
<p>Non sono invece previste modifiche al calendario delle scadenze per la revisione dei veicoli: la prima &#8220;visita&#8221; di ciclomotori, motocicli e motoveicoli per uso privato deve avvenire entro quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre le successive revisioni sono obbligatorie a cadenza biennale. Simile il regolamento in vigore per le auto, imposto dall’<strong>articolo 80 del Codice della Strada</strong>, che prevede appunto un periodo di quattro anni tra l&#8217;immatricolazione della vettura e la prima revisione, seguito da controlli ogni due anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a href="https://blog.motor3.it/italia-aumenta-spesa-revisioni-riparazioni-motori/">Italia, aumenta la spesa per le revisioni e le riparazioni dei motori</a> appeared first on <a href="https://blog.motor3.it">Blog Motor3</a>.</p>
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		<title>Gomme a noleggio? Continental pensa alla rivoluzione del settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 09:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si cerca spesso di intuire quale possa essere la prossima &#8220;rivoluzione&#8221; legata al mondo delle automobili e, in particolare, a quello degli pneumatici; mentre molte Case sono impegnate nella produzione di modelli innovativi e ipertecnologici, la Continental ha deciso di sdoppiare i propri sforzi, sviluppando anche un progetto decisamente originale per la distribuzione dei materiali. &#160; Arrivano gli pneumatici a noleggio? Non c&#8217;è ancora un nome per questo progetto, ma in base alle indiscrezioni riportate dalla rivista tedesca Automobilwoche si tratterebbe di un&#8217;operazione &#8220;pay as you drive&#8221; per consentire, in estrema sintesi, agli automobilisti di noleggiare gli pneumatici. Per ora, la stampa segnala che questa idea potrebbe essere applicata inizialmente per incrementare i ricavi nel segmento delle flotte, che per Continental non ha mai registrato fatturati soddisfacenti. &#160; Il progetto di Continental per le flotte Al contrario, il nuovo modello di business potrebbe, in base alle sperimentazioni, consentire alla società tedesca di &#8220;triplicare il fatturato in questo comparto&#8221;, come annunciato da Wrener Köstler, responsabile della strategia della divisione Interior di Continental. Grazie all&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie e della connettività, la compagnia di Hannover offrirà un &#8220;pacchetto speciale&#8221; ai gestori di flotte, razionalizzando la gestione delle gomme. &#160; Un&#8217;assistenza completa e immediata In pratica, il prezzo degli pneumatici proposto sarà calcolato sulla base del consumo, che offre vantaggi a chi opera su lunghe tratte e chilometraggi estesi, applicando una formula già utilizzata da altri nel settore, con una tariffa basata sull’utilizzo più che un prezzo sul possesso. Per farlo, il fornitore tedesco equipaggerà i veicoli e le gomme con sistemi di monitoraggio, così da analizzare in tempo reale le condizioni dei prodotti e da garantire un&#8217;assistenza completa, con tanto di cambio gomme immediato in caso di foratura. &#160; Un catalogo sempre più ampio Se questi sono gli obiettivi strategici nel segmento flotte, la Continental non sta certo ferma sul lato dell&#8217;offerta ai privati, come testimoniano le ultime notizie provenienti dal mercato gomme; il catalogo 2018 continua ad allargarsi, e su euroimportpneumatici c&#8217;è l&#8217;offerta completa della gamma, e le ultime novità si affiancano ai prodotti più &#8220;storici&#8221; del brand di Hannover, come le gomme 4&#215;4 Contact della Continental o le WinterContact TS 860 S. Di seguito per maggiori informazioni: www.euroimportpneumatici.com &#160; Le nuove proposte per gli automobilisti Già al Salone di Francoforte dello scorso autunno la società aveva presentato un progetto sperimentale di ruota pensata e ottimizzata per i veicoli elettrici, con un design studiato per adattarsi ai dischi in freno in alluminio e, di conseguenza, risolvere i problemi di scarsa performance che i dischi tradizionali avevano fatto riscontrare, soprattutto in termini di corrosione. Arrivano poi buone notizie per il modello ContiSportContact 5 SUV, che si è aggiudicato il titolo di best-in-test nel prestigioso esame comparativo effettuato da Autobild per gli pneumatici allrad, comportandosi bene nelle prove su superfici stradali bagnate e asciutte e fuoristrada. &#160; Obiettivo: incrementare i bilanci Tutto questo dovrebbe consentire alla società di rafforzare il ruolo centrale nel panorama dei produttori mondiali di pneumatici, incrementando ulteriormente i bilanci positivi del 2017; l&#8217;anno scorso, la Continental ha raggiunto un fatturato di 44 miliardi di euro a livello globale (più 6,5 rispetto al 2016), e l&#8217;obiettivo per questo 2018 è di portare il totale almeno a quota 47 miliardi. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Si cerca spesso di intuire quale possa essere la prossima &#8220;rivoluzione&#8221; legata al mondo delle automobili e, in particolare, a quello degli pneumatici; mentre molte Case sono impegnate nella produzione di modelli innovativi e ipertecnologici, la Continental ha deciso di sdoppiare i propri sforzi, sviluppando anche un progetto decisamente originale per la distribuzione dei materiali.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Arrivano gli pneumatici a noleggio?</strong></h3>
<p>Non c&#8217;è ancora un nome per questo progetto, ma in base alle indiscrezioni riportate dalla rivista tedesca <a href="https://www.automobilwoche.de/" target="_blank"><strong>Automobilwoche</strong></a> si tratterebbe di un&#8217;operazione &#8220;<strong>pay as you drive</strong>&#8221; per consentire, in estrema sintesi, agli automobilisti di noleggiare gli pneumatici. Per ora, la stampa segnala che questa idea potrebbe essere applicata inizialmente per incrementare i ricavi nel segmento delle flotte, che per Continental non ha mai registrato fatturati soddisfacenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Il progetto di Continental per le flotte</strong></h3>
<p>Al contrario, il nuovo modello di business potrebbe, in base alle sperimentazioni, consentire alla società tedesca di &#8220;triplicare il fatturato in questo comparto&#8221;, come annunciato da<strong> Wrener Köstler</strong>, responsabile della strategia della divisione Interior di Continental. Grazie all&#8217;utilizzo delle nuove<strong> tecnologie e della connettività</strong>, la compagnia di Hannover offrirà un &#8220;pacchetto speciale&#8221; ai gestori di flotte, razionalizzando la <strong>gestione delle gomme</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Un&#8217;assistenza completa e immediata</strong></h3>
<p>In pratica, il prezzo degli pneumatici proposto sarà calcolato sulla <strong>base del consumo</strong>, che offre vantaggi a chi opera su lunghe tratte e chilometraggi estesi, applicando una formula già utilizzata da altri nel settore, con una tariffa basata sull’utilizzo più che un prezzo sul possesso. Per farlo, il fornitore tedesco <strong>equipaggerà i veicoli </strong>e le gomme con sistemi di monitoraggio, così da analizzare in tempo reale le condizioni dei prodotti e da garantire <strong>un&#8217;assistenza completa</strong>, con tanto di cambio gomme immediato in caso di foratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Un catalogo sempre più ampio</strong></h3>
<p>Se questi sono gli obiettivi strategici nel segmento flotte, la <strong>Continental</strong> non sta certo ferma sul lato dell&#8217;offerta ai privati, come testimoniano le ultime notizie provenienti dal <strong>mercato gomme</strong>; il catalogo 2018 continua ad allargarsi, e su <strong>euroimportpneumatici</strong> c&#8217;è l&#8217;offerta completa della gamma, e le ultime novità si affiancano ai prodotti più &#8220;storici&#8221; del brand di Hannover, come le gomme 4&#215;4 Contact della Continental o le WinterContact TS 860 S.<br />
Di seguito per maggiori informazioni: <strong><a href="https://www.euroimportpneumatici.com/gomme-auto/continental/4x4-contact.html" target="_blank">www.euroimportpneumatici.com</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Le nuove proposte per gli automobilisti</strong></h3>
<p>Già al Salone di Francoforte dello scorso autunno la società aveva presentato un progetto sperimentale di ruota pensata e ottimizzata per i<strong> veicoli elettrici</strong>, con un design studiato per adattarsi ai dischi in freno in alluminio e, di conseguenza, risolvere i problemi di scarsa performance che i dischi tradizionali avevano fatto riscontrare, soprattutto in termini di corrosione. Arrivano poi buone notizie per il modello <strong>ContiSportContact 5 SUV</strong>, che si è aggiudicato il titolo di best-in-test nel prestigioso esame comparativo effettuato da<strong> Autobild</strong> per gli pneumatici allrad, comportandosi bene nelle prove su superfici stradali bagnate e asciutte e fuoristrada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Obiettivo: incrementare i bilanci</strong></h3>
<p>Tutto questo dovrebbe consentire alla società di rafforzare il ruolo centrale nel panorama dei produttori mondiali di pneumatici, incrementando ulteriormente i <strong>bilanci positivi del 2017</strong>; l&#8217;anno scorso, la Continental ha raggiunto un fatturato di 44 miliardi di euro a livello globale (più 6,5 rispetto al 2016), e l&#8217;obiettivo per questo 2018 è di portare il totale almeno a quota <strong>47 miliardi</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alfa Romeo Stelvio: inizio anno con una serie di premi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 09:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo Suv della casa del Biscione continua a fare incetta di premi: gli ultimi arrivano da Italia e Regno Unito, e in attesa del prestigioso riconoscimento come &#8220;Auto dell&#8217;anno&#8221; che sarà assegnato a marzo il gruppo si può accontentare degli ottimi dati di vendita di questo inizio d&#8217;anno. &#160; Manca ancora un mesetto all&#8217;assegnazione del prestigioso premio &#8220;auto dell&#8217;anno 2018&#8220;, che come ormai da tradizione sarà comunicato nella giornata che precede l&#8217;inaugurazione del Salone di Ginevra, ma tra i bookmaker comincia a farsi strada la convinzione che a spuntarla quest&#8217;anno potrebbe essere lo Stelvio, il primo modello Suv prodotto da Alfa Romeo. &#160; Buon trend di vendita per l&#8217;Alfa Romeo Stelvio Per la casa italiana sarebbe il &#8220;punto esclamativo&#8221; di un anno davvero eccezionale, contrappuntato da tantissimi premi che testimoniano il successo del progetto: come si può vedere anche sul portale specializzato infomotori.com, il modello Alfa Romeo Stelvio ha davvero fatto incetta di record e riconoscimenti, da quelli in pista (come il giro veloce segnato sulla pista del Nurburgring in Germania, che l&#8217;ha ufficialmente reso il SUV più veloce al mondo) a quelli di critica e pubblico. &#160; Quarto posto nel mese di gennaio A questo proposito, forse la notizia più &#8220;utile&#8221; per la compagnia italiana arriva dai dati di mercato: l&#8217;ultimo aggiornamento mensile delle vendite in Italia segnala come lo Stelvio stia procedendo a ritmi di record, riuscendo a mettere a segno oltre 1100 immatricolazioni soltanto nel mese di gennaio 2018. Si tratta del quarto dato più alto in assoluto nel segmento D, appena fuori dal podio su cui si posizionano la Bmw X1 (che però avrebbe dimensioni inferiori, da segmento C), la Ford Kuga e l&#8217;inavvicinabile Volkswagen Tiguan, leader del mercato. &#160; Arriva un premio prestigioso Il ritmo di crescita delle vendite dell&#8217;Alfa Romeo Stelvio è stato del 30 per cento rispetto al mese precedente, con prestazioni che sono superiori a quelle della &#8220;sorella&#8221; Giulia, a riprova di come gli automobilisti del nostro Paese siano sempre più interessati ai modelli SUV rispetto alle classiche berline a tre volumi. La speranza per il Biscione è che lo Stelvio superi la Giulia anche nel citato premio Car Of The Year 2018, che lo scorso anno vide la bella berlina superata sul filo di lana dalla Peugeot 3008. &#160; Verso il titolo &#8220;car of the year&#8221;? In attesa della serata di gala di marzo, l&#8217;Alfa si &#8220;accontenta&#8221; dei premi fin qui raccolti, sia sul suolo nazionale che nel resto del mondo: sul fronte interno, è recentissima l&#8217;attribuzione al modello Stelvio della menzione di “Novità dell’anno 2018” per i lettori della rivista Quattroruote, che hanno portato al Suv italiano oltre il 34 per cento delle preferenze complessiva. &#160; Dalla Gran Bretagna il riconoscimento di Premium Suv Importante risultato anche in terra d&#8217;Albione, dove l&#8217;Alfa Romeo Stelvio è stato nominato “Premium Suv” in occasione dei CCT100 Awards organizzati da Car Today, uno dei più importanti premi attribuiti in Gran Bretagna, superando rivali del calibro di Jaguar F-Pace, Land Rover Discovery Sport, Lexus NC e Volvo XC60. Tra le motivazioni del riconoscimento, la giuria di esperti (che ha valutato criteri come emissioni, desiderabilità del guidatore, volumi di vendita della flotta e praticità, tra gli altri) ha rivelato che ha influito molto anche la sicurezza, che per lo Stelvio è garantita anche dalla sicurezza valutazione Euro NCAP a cinque stelle, con un punteggio del 97% per la protezione degli occupanti adulti. &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il primo Suv della casa del Biscione continua a fare incetta di premi: gli ultimi arrivano da Italia e Regno Unito, e in attesa del prestigioso riconoscimento come &#8220;Auto dell&#8217;anno&#8221; che sarà assegnato a marzo il gruppo si può accontentare degli ottimi dati di vendita di questo inizio d&#8217;anno.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Manca ancora un mesetto all&#8217;assegnazione del prestigioso premio &#8220;<strong>auto dell&#8217;anno 2018</strong>&#8220;, che come ormai da tradizione sarà comunicato nella giornata che precede l&#8217;inaugurazione del<strong> Salone di Ginevra</strong>, ma tra i bookmaker comincia a farsi strada la convinzione che a spuntarla quest&#8217;anno potrebbe essere lo <strong>Stelvio</strong>, il primo modello Suv prodotto da Alfa Romeo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Buon trend di vendita per l&#8217;Alfa Romeo Stelvio</strong></h3>
<p>Per la casa italiana sarebbe il &#8220;punto esclamativo&#8221; di un anno davvero eccezionale, contrappuntato da tantissimi premi che testimoniano il successo del progetto: come si può vedere anche sul portale specializzato<strong> infomotori.com</strong>, il modello <strong><a href="https://www.infomotori.com/auto/alfa-romeo/stelvio/" target="_blank">Alfa Romeo Stelvio</a></strong> ha davvero fatto incetta di record e riconoscimenti, da quelli in pista (come il giro veloce segnato sulla pista del Nurburgring in Germania, che l&#8217;ha ufficialmente reso il <strong>SUV più veloce al mondo</strong>) a quelli di critica e pubblico.</p>
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<h3><strong>Quarto posto nel mese di gennaio</strong></h3>
<p>A questo proposito, forse la notizia più &#8220;utile&#8221; per la compagnia italiana arriva dai dati di mercato: l&#8217;ultimo aggiornamento mensile delle vendite in Italia segnala come lo<strong> Stelvio</strong> stia procedendo a ritmi di record, riuscendo a mettere a segno oltre 1100 immatricolazioni soltanto nel mese di <strong>gennaio 2018</strong>. Si tratta del quarto dato più alto in assoluto nel segmento D, appena fuori dal podio su cui si posizionano la <strong>Bmw X1</strong> (che però avrebbe dimensioni inferiori, da segmento C), la Ford Kuga e l&#8217;inavvicinabile<strong> Volkswagen Tiguan</strong>, leader del mercato.</p>
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<h3><strong>Arriva un premio prestigioso</strong></h3>
<p>Il ritmo di crescita delle vendite <strong>dell&#8217;Alfa Romeo Stelvio </strong>è stato del 30 per cento rispetto al mese precedente, con prestazioni che sono superiori a quelle della &#8220;sorella&#8221; <strong>Giulia</strong>, a riprova di come gli automobilisti del nostro Paese siano sempre più interessati ai modelli SUV rispetto alle classiche berline a tre volumi. La speranza per il Biscione è che lo Stelvio superi la Giulia anche nel citato premio <strong>Car Of The Year 2018</strong>, che lo scorso anno vide la bella berlina superata sul filo di lana dalla Peugeot 3008.</p>
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<h3><strong>Verso il titolo &#8220;car of the year&#8221;?</strong></h3>
<p>In attesa della serata di gala di marzo, l&#8217;Alfa si &#8220;accontenta&#8221; dei premi fin qui raccolti, sia sul suolo nazionale che nel resto del mondo: sul fronte interno, è recentissima l&#8217;attribuzione al modello Stelvio della menzione di “<strong>Novità dell’anno 2018</strong>” per i lettori della rivista <strong>Quattroruote</strong>, che hanno portato al Suv italiano oltre il 34 per cento delle preferenze complessiva.</p>
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<h3><strong>Dalla Gran Bretagna il riconoscimento di Premium Suv</strong></h3>
<p>Importante risultato anche in terra d&#8217;Albione, dove l&#8217;<strong>Alfa Romeo Stelvio</strong> è stato nominato “Premium Suv” in occasione dei CCT100 Awards organizzati da Car Today, uno dei più importanti premi attribuiti in Gran Bretagna, superando rivali del calibro di Jaguar F-Pace, Land Rover Discovery Sport, Lexus NC e Volvo XC60. Tra le motivazioni del riconoscimento, la giuria di esperti (che ha valutato criteri come emissioni, desiderabilità del guidatore, volumi di vendita della flotta e praticità, tra gli altri) ha rivelato che ha influito molto anche la sicurezza, che per lo Stelvio è garantita anche dalla sicurezza valutazione <strong>Euro NCAP a cinque stelle</strong>, con un punteggio del 97% per la protezione degli occupanti adulti.</p>
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		<title>Catene o gomme da neve?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 08:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Catene o gomme da neve? Se vi trovate di fronte a questa scelta, dovete necessariamente conoscere le caratteristiche di entrambe le alternative. Ecco una breve ma esaustiva guida per scegliere tra catene di gomma o da neve, prendendo in considerazione anche il contesto e le esigenze del momento. &#160; &#160; Catene da neve: pro e contro Catene o gomme da neve? In inverno, quando il manto stradale rischia di diventare impraticabile, gli automobilisti sono costretti a compiere questa scelta. In questo articolo parleremo diffusamente delle due alternative, elencando pro e contro, offrendo qualche consiglio per scegliere in modo efficace. Partiamo dalle catene da neve. &#160; Le catene da neve sono strumenti in grado di garantire la sicurezza quando la strada è coperta dalla neve o, peggio, dal ghiaccio. Presentano però, come è ovvio che sia, pregi e difetti. Questi sono i pregi. Perfetta aderenza al suolo. Ad oggi, le catene da neve rappresentano l’accessorio perfetto per conferire alla guida la massima sicurezza anche quando il manto stradale è impraticabile. Alcuni studi, per esempio, rilevano che lo spazio di frenata sulla neve, a partire da una velocità di 30 km orari, è di soli 15 metri. Sul ghiaccio, invece, è di 14. Efficacia contro il ghiaccio. Sia chiaro, non è una prerogativa di tutte le catene da neve, ma solo di alcune. Ad ogni modo, le varianti “rompighiacchio”, grazie a una conformazione specifica degli anelli, sono in grado di perforare il ghiaccio e conferire maggiore stabilità alla guida. Costano meno. Rispetto alle gomme da neve, le catene da neve sono piuttosto economiche, sebbene si segnali una certa eterogeneità in termini di prezzo, e in base ai modelli e in base alla marca. Questi, invece, sono i difetti. Impongono un limite di velocità. Per legge, quando si installano le catene da neve, non si possono superare i 50 km orari. Se per alcuni questo è un limite saggio, funzionale a garantire la sicurezza del guidatore e dei passeggeri, per altri può rappresentare un fastidio. Il loro utilizzo può essere difficoltoso. Certo, anche cambiare una gomma non è un gioco da ragazzi, ma c’è da dire che il cambio pneumatici non rappresenta una incombenza cui dover badare spesso. Chi invece usa le catene da neve, deve installarle alla bisogna e rimuoverle quando il manto stradale volge verso la normalità. Un’attività senz’altro laboriosa. Non sono adatte a tutte le gomme. Alcuni pneumatici non sono compatibili con alcuni tipi di catene. Per questo motivo, prima di acquistare una catene da neve occorre verificare la compatibilità. Per alcuni, si tratta di una noia in più. Vanno manutenute. La manutenzione non è niente di difficile, sia chiaro, ma un certo intervento va comunque eseguito. Nello specifico, il lavaggio. Il rischio è quello di non poter riutilizzare le catene da neve. &#160; &#160; Gomme da neve: pro e contro Se dovete scegliere tra catene o gomme da neve, non potete esimervi dal prendere in considerazione non solo i pregi di queste ultime ma anche i difetti. Partiamo dai pregi. &#160; Comodità. Come anticipato nel paragrafo precedente, le gomme invernali si montano una sola volta, quando inizia la stagione fredda, e si rimuovono quando la stagione termina. Non vi è alcuna necessità di montarle e rimuoverle in base alle condizioni del terreno, come invece accade per le catene da neve. Manutenzione minima. Le gomme invernali, da questo punto di vista, vanno trattate come le altre gomme. La manutenzione, quindi, non rappresenta assolutamente in problema. Questi, infine, gli svantaggi connessi all’utilizzo delle gomme da neve. Maggiore spazio di frenata. Se guardiamo ai numeri, le gomme da neve possono vantare prestazioni peggiori rispetto alle catene, almeno per quanto riguarda la frenata. Sempre partendo da una velocità di 30 chilometri orari, sono necessari addirittura 25 metri per arrestare il veicolo su strada ghiacciata. Va sensibilmente meglio se il manto è coperto solo dalla neve (14 metri) In alcuni casi non rispettano la normativa. Per quanto la scelta tra catene o gomme da neve sia sostanzialmente libera, si segnalano situazioni in cui le gomme da neve non sono per nulla sufficienti, almeno stando alla legge. E’ il caso dei tratti stradali contrassegnati dal cartello che segnala l’obbligo delle catene da neve. &#160; &#160; Catene o gomme da neve: come scegliere Dopo aver illustrato i pro e i contro delle due alternative, possiamo offrire qualche consiglio di massima a chi si trova a scegliere tra catene o gomme da neve. Il consiglio migliore è il seguente: considerare il contesto. Se vi trovate a dover percorrere ogni giorno una strada a rischio nevicata, e le temperature del luogo raggiungono lo zero o addirittura lo superano, è bene montare le gomme invernali quando inizia a fare veramente freddo. Se invece vi trovate a dover percorrere una strada in cui il rischio nevicata è minimo, oppure dovete attraversare solo occasionalmente dei tratti a rischio, allora il consiglio è di mantenere le gomme tradizionali ma, in ogni caso, conservare nel bagaglio delle catene da neve per ogni evenienza. Fermo restando che, quando appare l’apposito cartello, a prescindere dalle gomme che avete montato, dovete assolutamente fermarvi e posizionare le catene da neve. &#160; &#160; Catene o gomme da neve: a chi rivolgersi? Nonostante assolvano al medesimo scopo, ossia garantire sicurezza quando il manto stradale è reso difficoltoso dalle avverse condizioni atmosferiche, le catene e le gomme da neve si acquistano in posti diversi. Le catene da neve possono essere acquistate nelle stazioni di servizio, specie in quelle poste in prossimità delle grandi arterie stradali. In alternative vengono vendute, come qualsiasi altro accessorio legato alla guida, presso i grandi centri commerciali. Le gomme da neve, invece, si acquistano presso il gommista e le officine. Si tratta di un vantaggio, dal momento che, oltre al normale servizio di vendita, viene erogato anche un servizio di consulenza. Sarà il gommista stesso o il meccanico a consigliarvi gli pneumatici che fanno al caso vostro. In alternativa, ci sono le piattaforme di e-commerce. Sia le catene da neve che le gomme invernali possono essere acquistate direttamente online. In questo caso, però, non ci sarà nessuno a darvi un consiglio e dovrete scegliere sulla basa delle vostre competenze e della vostra esperienza. &#160; &#160; Catene o gomme da neve: come risparmiare Se, una volta posti davanti alla scelta “catene o gomme da neve”, avete optato per le prime, dovrete stare attenti ad acquistare un modello che faccia al caso vostro. Per risparmiare, i consigli sono due: non badare troppo alla marca, dal momento che spesso la differenza di prezzo non è giustificata dalla differenza nelle prestazioni; evitare modelli con funzionalità non corrispondenti alle vostre esigenze. Per esempio, le catene “rompighiaccio” costano parecchio, ma in alcuni tratti stradali il ghiaccio semplicemente non si forma, quindi sarebbe una spesa inutile Per quanto riguarda le gomme invernali, anche in questo caso vale il consiglio secondo cui non si dovrebbe badare troppo alla marca. Se volete davvero risparmiare, acquistate degli pneumatici usati, ma fatevi consigliare da un esperto: quando si tratta di sicurezza stradale, è bene non rischiare più del dovuto. &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Catene o gomme da neve? Se vi trovate di fronte a questa scelta, dovete necessariamente conoscere le caratteristiche di entrambe le alternative. Ecco una breve ma esaustiva guida per scegliere tra catene di gomma o da neve, prendendo in considerazione anche il contesto e le esigenze del momento.</h2>
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<h3><strong>Catene da neve: pro e contro</strong></h3>
<p><strong>Catene o gomme da neve?</strong> In inverno, quando il manto stradale rischia di diventare impraticabile, gli automobilisti sono costretti a compiere questa scelta. In questo articolo parleremo diffusamente delle due alternative, elencando pro e contro, offrendo qualche consiglio per scegliere in modo efficace. Partiamo dalle catene da neve.</p>
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<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/catene-da-neve.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-4531" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/catene-da-neve-300x186.jpg" alt="catene da neve" width="402" height="255" /></a></p>
<p>Le catene da neve sono strumenti in grado di garantire la sicurezza quando la strada è coperta dalla neve o, peggio, dal ghiaccio. Presentano però, come è ovvio che sia, pregi e difetti. Questi sono i pregi.</p>
<ul>
<li><strong>Perfetta aderenza al suolo</strong>. Ad oggi, le catene da neve rappresentano l’accessorio perfetto per conferire alla guida la massima sicurezza anche quando il manto stradale è impraticabile. Alcuni studi, per esempio, rilevano che lo spazio di frenata sulla neve, a partire da una velocità di 30 km orari, è di soli 15 metri. Sul ghiaccio, invece, è di 14.</li>
<li><strong>Efficacia contro il ghiaccio</strong>. Sia chiaro, non è una prerogativa di tutte le catene da neve, ma solo di alcune. Ad ogni modo, le varianti “rompighiacchio”, grazie a una conformazione specifica degli anelli, sono in grado di perforare il ghiaccio e conferire maggiore stabilità alla guida.</li>
<li><strong>Costano meno</strong>. Rispetto alle gomme da neve, le catene da neve sono piuttosto economiche, sebbene si segnali una certa eterogeneità in termini di prezzo, e in base ai modelli e in base alla marca.</li>
</ul>
<p>Questi, invece, sono i difetti.</p>
<ul>
<li><strong>Impongono un limite di velocità.</strong> Per legge, quando si installano le catene da neve, non si possono superare i 50 km orari. Se per alcuni questo è un limite saggio, funzionale a garantire la sicurezza del guidatore e dei passeggeri, per altri può rappresentare un fastidio.</li>
<li><strong>Il loro utilizzo può essere difficoltoso</strong>. Certo, anche cambiare una gomma non è un gioco da ragazzi, ma c’è da dire che il cambio pneumatici non rappresenta una incombenza cui dover badare spesso. Chi invece usa le catene da neve, deve installarle alla bisogna e rimuoverle quando il manto stradale volge verso la normalità. Un’attività senz’altro laboriosa.</li>
<li><strong>Non sono adatte a tutte le gomme</strong>. Alcuni pneumatici non sono compatibili con alcuni tipi di catene. Per questo motivo, prima di acquistare una catene da neve occorre verificare la compatibilità. Per alcuni, si tratta di una noia in più.</li>
<li><strong>Vanno manutenute</strong>. La manutenzione non è niente di difficile, sia chiaro, ma un certo intervento va comunque eseguito. Nello specifico, il lavaggio. Il rischio è quello di non poter riutilizzare le catene da neve.</li>
</ul>
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<h3><strong>Gomme da neve: pro e contro</strong></h3>
<p>Se dovete scegliere tra catene o gomme da neve, non potete esimervi dal prendere in considerazione non solo i pregi di queste ultime ma anche i difetti. Partiamo dai pregi.</p>
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<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/gomme-da-neve.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-4532" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/gomme-da-neve-300x162.jpg" alt="gomme da neve" width="386" height="215" /></a></p>
<ul>
<li><strong>Comodità</strong>. Come anticipato nel paragrafo precedente, le gomme invernali si montano una sola volta, quando inizia la stagione fredda, e si rimuovono quando la stagione termina. Non vi è alcuna necessità di montarle e rimuoverle in base alle condizioni del terreno, come invece accade per le catene da neve.</li>
<li><strong>Manutenzione minima</strong>. Le gomme invernali, da questo punto di vista, vanno trattate come le altre gomme. La manutenzione, quindi, non rappresenta assolutamente in problema.</li>
</ul>
<p>Questi, infine, gli svantaggi connessi all’utilizzo delle gomme da neve.</p>
<ul>
<li><strong>Maggiore spazio di frenata</strong>. Se guardiamo ai numeri, le gomme da neve possono vantare prestazioni peggiori rispetto alle catene, almeno per quanto riguarda la frenata. Sempre partendo da una velocità di 30 chilometri orari, sono necessari addirittura 25 metri per arrestare il veicolo su strada ghiacciata. Va sensibilmente meglio se il manto è coperto solo dalla neve (14 metri)</li>
<li><strong>In alcuni casi non rispettano la normativa</strong>. Per quanto la scelta tra catene o gomme da neve sia sostanzialmente libera, si segnalano situazioni in cui le gomme da neve non sono per nulla sufficienti, almeno stando alla legge. E’ il caso dei tratti stradali contrassegnati dal cartello che segnala l’obbligo delle catene da neve.</li>
</ul>
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<h3><strong>Catene o gomme da neve: come scegliere</strong></h3>
<p>Dopo aver illustrato i pro e i contro delle due alternative, possiamo offrire qualche consiglio di massima a chi si trova a <strong>scegliere</strong> tra <strong>catene o gomme da neve</strong>.</p>
<p>Il consiglio migliore è il seguente: <strong>considerare il contesto</strong>. Se vi trovate a dover percorrere ogni giorno una strada a rischio nevicata, e le temperature del luogo raggiungono lo zero o addirittura lo superano, è bene montare le gomme invernali quando inizia a fare veramente freddo. Se invece vi trovate a dover percorrere una strada in cui il rischio nevicata è minimo, oppure dovete attraversare solo occasionalmente dei tratti a rischio, allora il consiglio è di mantenere le gomme tradizionali ma, in ogni caso, conservare nel bagaglio delle catene da neve per ogni evenienza.</p>
<p>Fermo restando che, quando appare l’apposito cartello, a prescindere dalle gomme che avete montato, dovete assolutamente fermarvi e posizionare le catene da neve.</p>
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<h3><strong>Catene o gomme da neve: a chi rivolgersi?</strong></h3>
<p>Nonostante assolvano al medesimo scopo, ossia garantire sicurezza quando il manto stradale è reso difficoltoso dalle avverse condizioni atmosferiche, le catene e le gomme da neve si acquistano in posti diversi.</p>
<p>Le catene da neve possono essere acquistate <strong>nelle stazioni di servizio</strong>, specie in quelle poste in prossimità delle grandi arterie stradali. In alternative vengono vendute, come qualsiasi altro accessorio legato alla guida, <strong>presso i grandi centri commerciali</strong>.</p>
<p>Le gomme da neve, invece, si acquistano presso il <strong>gommista e le officine</strong>. Si tratta di un vantaggio, dal momento che, oltre al normale servizio di vendita, viene erogato anche un servizio di consulenza. Sarà il gommista stesso o il meccanico a consigliarvi gli pneumatici che fanno al caso vostro.</p>
<p>In alternativa, ci sono le piattaforme di <strong>e-commerce</strong>. Sia le catene da neve che le gomme invernali possono essere acquistate direttamente online. In questo caso, però, non ci sarà nessuno a darvi un consiglio e dovrete scegliere sulla basa delle vostre competenze e della vostra esperienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3><strong>Catene o gomme da neve: come risparmiare</strong></h3>
<p>Se, una volta posti davanti alla scelta “catene o gomme da neve”, avete optato per le prime, dovrete stare attenti ad acquistare un modello che faccia al caso vostro. Per risparmiare, i consigli sono due: <strong>non badare troppo alla marca</strong>, dal momento che spesso la differenza di prezzo non è giustificata dalla differenza nelle prestazioni; evitare modelli con funzionalità non corrispondenti alle vostre esigenze. Per esempio, le catene “rompighiaccio” costano parecchio, ma in alcuni tratti stradali il ghiaccio semplicemente non si forma, quindi sarebbe una spesa inutile</p>
<p>Per quanto riguarda le gomme invernali, anche in questo caso vale il consiglio secondo cui non si dovrebbe badare troppo alla marca. Se volete davvero risparmiare, acquistate degli pneumatici usati, ma fatevi consigliare da un esperto: quando si tratta di sicurezza stradale, è bene non rischiare più del dovuto.</p>
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<p>The post <a href="https://blog.motor3.it/catene-gomme-neve/">Catene o gomme da neve?</a> appeared first on <a href="https://blog.motor3.it">Blog Motor3</a>.</p>
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		<title>Batterie auto: cosa sapere</title>
		<link>https://blog.motor3.it/batterie-auto-cosa-sapere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 08:13:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si fa presto a dire batterie auto. La scelta è infatti piuttosto ardua: esistono varie tipologie, le quali fanno riferimento a principi diversi e a caratteristiche prestazionali altrettanto eterogenee. Ecco qualche informazione utile ed esaustiva sulle batterie auto (elettriche comprese). &#160; &#160; Batterie auto: cosa sono &#160; Le batterie auto sono dei dispositivi che accumulano energia elettrica attraverso una reazione chimica, la quale viene successivamente rilasciata in maniera controllata nella forma di corrente continua. Esistono varie tipologie di batterie auto. Condividono però alcuni elementi: l’elettrodo positivo, l’elettrodo negativo e la soluzione elettrolitica. I due elettroliti sono immersi nell’elettrolita, e sono accompagnati a loro volta da varie componenti, assemblate all’interno di un blocco unico. &#160; Nella maggior parte dei casi, le tipologie di batterie per auto si differenziano per i materiali impiegati nella realizzazioni degli elettrodi e della soluzione. La tipologia più diffusa, per esempio, ossia “al piombo acido”, contiene elettrodi in piombo e una soluzione in acido solforico in acqua. La caratteristica principale delle batterie auto consiste nel “secondarismo”. Questo termine indica la possibilità di procedere a una ricarica una volta l’energia si è esaurita. &#160; &#160; Come funziona una batteria auto &#160; Abbiamo detto che tutte le batterie auto si compongono di due elettrodi, uno positivo e uno negativo, in contatto con un elettrolita. Ma… Come funziona una batteria auto? Come fa l’interazione tra questi elementi a produrre energia? Il segreto, per così dire, sta nella reazione chimica provocata dall’immersione di due materiali “uguali e contrari”. La reazione, attraverso un complicato processo chimico, produce energia elettrica a partire dalla differenza di potenziale tra i due poli. A mano a mano che la batteria si usura, la soluzione cambia la sua composizione. Nelle batterie al piombo acido, per esempio, diventa progressivamente acido piombato. Una volta che la trasformazione si è ultimata, la soluzione non è più in grado di produrre la reazione. In parole povere, la batteria si è scaricata. Per ricaricarla, è sufficiente trasferire tensione alla soluzione: in questo modo si realizza il processo inverso e l’acido piombato si trasforma in acido solforico. In un certo senso, le batterie si autoricaricano. Il loro utilizzo, infatti, prevede il trasferimento di energia elettrica mediante la semplice accensione del’autovettura e il suo conseguente impiego. La batteria è completamente esausta e va cambiata quando, tra le altre cose, la soluzione non è più in grado di riprodurre il processo inverso e diventare per l’ennesima volta acido solforico. &#160; &#160; Batterie auto: le tipologie &#160; Le tipologie di batterie auto più diffuse sono tre: le prime due sono riservate alle vettura a benzina, la terza è riservata alle vetture elettriche. Batterie auto al piombo acido. E’ la tipologia più diffusa. Si compone di un numero variabile di celle, ciascuna delle quali contiene delle lamine di piombo, che forniscono la carica negativa, e delle lamine di biossido di piombo, che forniscono la carica positiva. La soluzione in cui sono immerse è, come già anticipato, di acido solforico. Le celle sono collegate ai classici morsetti contrassegnati con il segno più e il segno meno, che rappresentano rispettivamente il polo positivo e il polo negativo della batteria. La corrente è generata dalla differenza di potenziale degli elettrodi, che è di 12.70 V per cella. Il pregio di questo genere di batteria è il rapporto tra costo ed energia erogata, che è veramente elevato. Il difetto consiste nella bassa capacità di ripresa dopo la scarica totale. Batterie auto AGM. Il funzionamento delle AGM; acronimo di Absorbed Glass Mat, è molto simile a quello delle batterie al piombo acido. L’unica grande differenza risiede nella soluzione, che è presente in uno stato semisolido. Questo consente alla soluzione stessa di resistere alle sollecitazioni di temperatura e di completare la trasformazione in acido piombato molto più lentamente. Il risultato è una durata eccezionale e in esigenze di manutenzione minime. L’unico difetto è il costo, superiore a quello della variante al piombo acido. Batterie auto al litio. Le auto elettriche utilizzano batterie in tutto e per tutto identiche, eccetto che per la potenza, a quelle di un qualsiasi cellulare. Utilizzano quindi il litio. Il pregio di questo genere di batterie è la leggerezza. Il più grande limite, invece, è il ridotto numero di processi di carica-scarica che è in grado di sopportare. In parole povere, dura meno delle varianti per auto a benzina. Esistono altre tipologie di batterie auto, le quali però non sono molto diffuse o addirittura sono in fase di prototipo. Il riferimento è a quelle al nichel-zinco, che dovrebbero sostituire le litio entro qualche anno. Notevoli anche le ZEBRA, che si caratterizzano per prestazioni elevatissime e una durata davvero prolungata. &#160; &#160; Batterie auto: quanto durano &#160; La durata di una batterie dipende da molti fattori. Eccone alcuni. La tipologia. Come abbiamo visto, alcuni tipi vantano una migliore resistenza all’usura. E’ il caso delle AGM, che hanno un ciclo di vita di una decina di anni. Modalità di utilizzo. Se l’automobile viene utilizzata in maniera poco attenta la batteria può subire dei danni fino a terminare il suo ciclo di vita anzitempo. Il riferimento è a tutte quelle azioni che causano una scarica totale, come lasciare le luci accese per molte ore. Alcune tipologie, infatti, risentono molto delle scariche totali e, anche se “rianimate”, lamentano danni a lungo termine. Stato della batteria al momento dell’acquisto. Ovviamente, una batteria nuova, a prescindere dal modello, durerà molto di più di una batteria usata. Il consiglio è di acquistare sempre prodotti nuovi. Ad ogni modo, si può stimare la durata di una batteria “media”, ossia che abbia le seguente caratteristiche: voltaggio contenuto, tipologia al piombo acido, nuovo stato. Ebbene, questo genere di batterie può durare fino a cinque anni, due in caso di prodotti particolarmente economici. &#160; &#160; Batterie auto: le migliori marche &#160; La qualità delle batteria auto non dipende solo dalla tipologia e dal voltaggio, ma anche dalla marca della casa produttrice. Ecco le marche in grado di esprimere i livelli di qualità più elevati. Bosch. Questo marchio non ha bisogno di presentazione. Possiamo solo affermare che riversa nella produzione di batterie auto il medesimo impegno e sapere tecnico delle altre linee di prodotti. La gamma di batterie Boch, nello specifico, comprende tre serie dalle prestazioni elevate, distribuite su varie fasce di prezzo. La migliore è la serie S4, che si caratterizza per una durata superiore del 20% alla media. Varta. Marchio tedesco nato oltre un secolo fa, è specializzato nella produzione di batterie auto. Le migliori offerte sono quelle della linea Argento, che si compone di batterie AGM, e quelle della linea Blu. Fiamm. E’ un’azienda italiana con oltre settant’anni di esperienza. E’ nota per aver brevettato la tecnologia AFB (Advanced Flooded Battery), la quale prevede dei cicli più ridotti, in grado di allungare ulteriormente la vita della batteria. Ursus. Il marchio si caratterizza per il prezzo estremamente basso delle sue batterie. Nonostante questo, la qualità è elevata e si declina in una potenza più che sufficiente e in una durata apprezzabile. &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #000000;">Si fa presto a dire batterie auto. La scelta è infatti piuttosto ardua: esistono varie tipologie, le quali fanno riferimento a principi diversi e a caratteristiche prestazionali altrettanto eterogenee. Ecco qualche informazione utile ed esaustiva sulle batterie auto (elettriche comprese).</span></h2>
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<h3><strong><span style="color: #000000;">Batterie auto: cosa sono</span></strong></h3>
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<p><span style="color: #000000;">Le <strong>batterie auto</strong> sono dei dispositivi che accumulano energia elettrica attraverso una reazione chimica, la quale viene successivamente rilasciata in maniera controllata nella forma di corrente continua. Esistono varie tipologie di batterie auto. Condividono però alcuni elementi: l’elettrodo positivo, l’elettrodo negativo e la soluzione elettrolitica. I due elettroliti sono immersi nell’elettrolita, e sono accompagnati a loro volta da varie componenti, assemblate all’interno di un blocco unico.</span></p>
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<p><span style="color: #000000;">Nella maggior parte dei casi, le tipologie di batterie per auto si differenziano per i materiali impiegati nella realizzazioni degli elettrodi e della soluzione. La tipologia più diffusa, per esempio, ossia “al piombo acido”, contiene elettrodi in piombo e una soluzione in acido solforico in acqua.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-4522" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batterie-piombo-acido-300x171.jpg" alt="batterie piombo acido" width="300" height="171" srcset="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batterie-piombo-acido-300x171.jpg 300w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batterie-piombo-acido.jpg 379w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La caratteristica principale delle batterie auto consiste nel “secondarismo”. Questo termine indica la possibilità di procedere a una ricarica una volta l’energia si è esaurita.</span></p>
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<h3><strong><span style="color: #000000;">Come funziona una batteria auto</span></strong></h3>
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<p><span style="color: #000000;">Abbiamo detto che tutte le batterie auto si compongono di due elettrodi, uno positivo e uno negativo, in contatto con un elettrolita. Ma… <strong>Come funziona una batteria auto</strong>? Come fa l’interazione tra questi elementi a produrre energia? Il segreto, per così dire, sta nella reazione chimica provocata dall’immersione di due materiali “uguali e contrari”. La reazione, attraverso un complicato processo chimico, produce energia elettrica a partire dalla differenza di potenziale tra i due poli.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A mano a mano che la batteria si usura, la soluzione cambia la sua composizione. Nelle batterie al piombo acido, per esempio, diventa progressivamente <strong>acido piombato</strong>. Una volta che la trasformazione si è ultimata, la soluzione non è più in grado di produrre la reazione. In parole povere, la batteria si è scaricata. Per ricaricarla, è sufficiente trasferire tensione alla soluzione: in questo modo si realizza il processo inverso e l’acido piombato si trasforma in acido solforico.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">In un certo senso, le <strong>batterie si autoricaricano</strong>. Il loro utilizzo, infatti, prevede il trasferimento di energia elettrica mediante la semplice accensione del’autovettura e il suo conseguente impiego. La batteria è completamente esausta e va cambiata quando, tra le altre cose, la soluzione non è più in grado di riprodurre il processo inverso e diventare per l’ennesima volta acido solforico.</span></p>
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<h3><strong><span style="color: #000000;">Batterie auto: le tipologie</span></strong></h3>
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<p><span style="color: #000000;">Le tipologie di batterie auto più diffuse sono tre: le prime due sono riservate alle vettura a benzina, la terza è riservata alle vetture elettriche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Batterie auto al piombo acido</strong>. E’ la tipologia più diffusa. Si compone di un numero variabile di celle, ciascuna delle quali contiene delle lamine di piombo, che forniscono la carica negativa, e delle lamine di biossido di piombo, che forniscono la carica positiva. La soluzione in cui sono immerse è, come già anticipato, di acido solforico. Le celle sono collegate ai classici morsetti contrassegnati con il segno più e il segno meno, che rappresentano rispettivamente il polo positivo e il polo negativo della batteria. La corrente è generata dalla differenza di potenziale degli elettrodi, che è di 12.70 V per cella. Il pregio di questo genere di batteria è il rapporto tra costo ed energia erogata, che è veramente elevato. Il difetto consiste nella bassa capacità di ripresa dopo la scarica totale.</span></p>
<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-litio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4523" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-litio.jpg" alt="batteria auto litio" width="285" height="215" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Batterie auto AGM</strong>. Il funzionamento delle AGM; acronimo di Absorbed Glass Mat, è molto simile a quello delle batterie al piombo acido. L’unica grande differenza risiede nella soluzione, che è presente in uno stato semisolido. Questo consente alla soluzione stessa di resistere alle sollecitazioni di temperatura e di completare la trasformazione in acido piombato molto più lentamente. Il risultato è una durata eccezionale e in esigenze di manutenzione minime. L’unico difetto è il costo, superiore a quello della variante al piombo acido.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Batterie auto al litio</strong>. Le auto elettriche utilizzano batterie in tutto e per tutto identiche, eccetto che per la potenza, a quelle di un qualsiasi cellulare. Utilizzano quindi il litio. Il pregio di questo genere di batterie è la leggerezza. Il più grande limite, invece, è il ridotto numero di processi di carica-scarica che è in grado di sopportare. In parole povere, dura meno delle varianti per auto a benzina.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Esistono altre tipologie di batterie auto, le quali però non sono molto diffuse o addirittura sono in fase di prototipo. Il riferimento è a quelle al <strong>nichel-zinco</strong>, che dovrebbero sostituire le litio entro qualche anno. Notevoli anche le <strong>ZEBRA</strong>, che si caratterizzano per prestazioni elevatissime e una durata davvero prolungata.</span></p>
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<h3><strong><span style="color: #000000;">Batterie auto: quanto durano</span></strong></h3>
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<p><span style="color: #000000;">La durata di una batterie dipende da molti fattori. Eccone alcuni.</span></p>
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<li><span style="color: #000000;"><strong>La tipologia</strong>. Come abbiamo visto, alcuni tipi vantano una migliore resistenza all’usura. E’ il caso delle AGM, che hanno un ciclo di vita di una decina di anni.</span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Modalità di utilizzo</strong>. Se l’automobile viene utilizzata in maniera poco attenta la batteria può subire dei danni fino a terminare il suo ciclo di vita anzitempo. Il riferimento è a tutte quelle azioni che causano una scarica totale, come lasciare le luci accese per molte ore. Alcune tipologie, infatti, risentono molto delle scariche totali e, anche se “rianimate”, lamentano danni a lungo termine. </span></li>
<li><span style="color: #000000;"><strong>Stato della batteria al momento dell’acquisto</strong>. Ovviamente, una batteria nuova, a prescindere dal modello, durerà molto di più di una batteria usata. Il consiglio è di acquistare sempre prodotti nuovi.</span></li>
</ul>
<p><a href="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-agm.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-4524" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-agm-300x297.jpg" alt="batteria auto agm" width="300" height="297" srcset="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-agm-300x297.jpg 300w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-agm-150x150.jpg 150w, https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2018/01/batteria-auto-agm.jpg 317w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Ad ogni modo, si può stimare la durata di una batteria “media”, ossia che abbia le seguente caratteristiche: voltaggio contenuto, tipologia al piombo acido, nuovo stato. Ebbene, questo genere di batterie può durare fino a cinque anni, due in caso di prodotti particolarmente economici.</span></p>
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<h3><strong><span style="color: #000000;">Batterie auto: le migliori marche</span></strong></h3>
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<p><span style="color: #000000;">La qualità delle batteria auto non dipende solo dalla tipologia e dal voltaggio, ma anche dalla marca della casa produttrice. Ecco le marche in grado di esprimere i livelli di qualità più elevati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Bosch</strong>. Questo marchio non ha bisogno di presentazione. Possiamo solo affermare che riversa nella produzione di batterie auto il medesimo impegno e sapere tecnico delle altre linee di prodotti. La gamma di batterie Boch, nello specifico, comprende tre serie dalle prestazioni elevate, distribuite su varie fasce di prezzo. La migliore è la serie S4, che si caratterizza per una durata superiore del 20% alla media.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Varta</strong>. Marchio tedesco nato oltre un secolo fa, è specializzato nella produzione di batterie auto. Le migliori offerte sono quelle della linea Argento, che si compone di batterie AGM, e quelle della linea Blu. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Fiamm</strong>. E’ un’azienda italiana con oltre settant’anni di esperienza. E’ nota per aver brevettato la tecnologia AFB (Advanced Flooded Battery), la quale prevede dei cicli più ridotti, in grado di allungare ulteriormente la vita della batteria. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Ursus</strong>. Il marchio si caratterizza per il prezzo estremamente basso delle sue batterie. Nonostante questo, la qualità è elevata e si declina in una potenza più che sufficiente e in una durata apprezzabile.</span></p>
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		<title>Come preparare la tua auto all&#8217;arrivo dell&#8217;inverno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Nov 2017 09:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Manutenzione Auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inverno sta per arrivare e bisogna tenersi pronti e preparare la nostra auto ad affrontarlo al meglio. Grazie ad una corretta manutenzione, puoi prevenire alcuni spiacevoli inconvenienti che si verificano durante la stagione fredda. &#160; Le basse temperature invernali, infatti, possono provocare problemi più o meno gravi per il normale funzionamento dell&#8217;auto. Vediamo dunque i semplici ed economici controlli da effettuare prima dell&#8217;arrivo della stagione fredda. &#160; &#160; Controlla lo stato di carica della batteria &#160; Se controllare periodicamente la batteria dell&#8217;auto è sempre consigliabile, lo sarà ancor di più con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno. Il freddo tende a ridurre lo stato di carica della batteria e quindi la batteria eroga meno potenza elettrica di quella che realmente possiede. Se la potenza è troppo bassa, ovviamente non riuscirai ad avviare il motore della tua auto e sarai costretto a sostituirla. Ti consiglio perciò di effettuare un semplice controllo rivolgendoti ad un elettrauto che con l&#8217;ausilio di un voltmetro, in pochi secondi ti dirà cosa fare. &#160; &#160; Controlla la pressione dei pneumatici &#160; La corretta pressione degli pneumatici è fondamentale per una buona tenuta di strada e un ridotto consumo di carburante. Negli pneumatici della tua auto c&#8217;è della normalissima aria, che risente degli sbalzi di temperatura tra la stagione estiva e quella invernale. L&#8217;aumento della temperatura in estate fa espandere l&#8217;aria e aumentare la pressione nello pneumatico. L&#8217;inverso accade in inverno, dove l&#8217;aria si contrae e fa diminuire la pressione nello pneumatico. Sarebbe bene controllare la pressione di gonfiaggio almeno 4 volte all&#8217;anno (o anche più spesso se viaggi tanto). Tuttavia il controllo è fondamentale con l&#8217;arrivo della stagione fredda. Se non ci sono problemi particolari, non aspettarti variazioni di pressione enormi, ma è sempre opportuno riportare gli pneumatici alla pressione consigliata dal costruttore. In questo modo lavoreranno meglio e renderanno l&#8217;auto più sicura. &#160; &#160; Pneumatici invernali &#160; In molti comuni e tratti autostradali, in vista dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno vige l&#8217;obbligo di montare pneumatici invernali (hanno la marcatura M+S), la cui mescola è in grado di effettuare una miglior tenuta a basse temperature rispetto ad un pneumatico estivo. Il pneumatico invernale non è una alternativa all&#8217;uso delle catene. Infatti nei tratti in cui è previsto l&#8217;obbligo delle catene a bordo, pur avendo un pneumatico invernale, dovrai comunque portare sempre con te anche un kit catene avente la misura specifica per le tue gomme. &#160; &#160; Scegli un liquido lavavetri con antigelo &#160; Tutti i liquidi presenti nell&#8217;auto non devono mai essere sottovalutati in quanto l&#8217;abbassarsi delle temperature può causarne il congelamento. A prescindere dalla temperatura, ti raccomando di non usare mai acqua per detergere il parabrezza e il lunotto, ma di scegliere soltanto liquido lavavetri, in questo modo eviterai la formazione di calcare che finirebbe per otturare gli ugelli e il congelamento invernale. Il liquido lavavetri è ormai un prodotto estremamente economico e può essere acquistato per pochi euro presso negozi specializzati o anche al reparto auto negli ipermercati. Il liquido lavavetri è stato studiato per avere un buon potere detergente, e quindi consente di rimuovere efficacemente polvere, smog e insetti. Consente alla spazzola di scivolare più facilmente sul cristallo, migliorando la pulizia del vetro e la durata della stessa spazzola. L&#8217;unica accortezza per la scelta del liquido lavavetri in inverno è quella di verificare sulla confezione il punto di congelamento. Il punto di congelamento dipende della percentuale di glicole presente. Stai molto attento a scegliere la temperatura di congelamento giusta. Se sbagli, il liquido potrebbe ghiacciare e dilatandosi danneggerebbe il serbatoio, i tubi e gli spruzzatori. &#160; &#160; Sostituisci il liquido refrigerante con antigelo &#160; L&#8217;impianto di raffreddamento serve per regolare la temperatura del motore durante il suo funzionamento. In vista dell&#8217;inverno devi assicurarti che il circuito di raffreddamento della tua auto sia riempito esclusivamente con del liquido antigelo e non del normale liquido. In commercio esistono dei normali liquidi di raffreddamento e dei liquidi antigelo, differenti dai primi in quanto sono in grado di resistere a temperature ancor più basse senza ghiacciare. Non usare mai acqua distillata o da rubinetto nell&#8217;impianto di raffreddamento, in quanto il calcare rilasciato finirebbero per otturare i passaggi, mettendo in crisi l&#8217;intero sistema e corrodendo al tempo stesso le parti metalliche. Ma non solo. L&#8217;acqua ghiaccia a 0°C e bolle a 100°C. L&#8217;acqua ghiacciata si dilata e può danneggiare tutti i componenti del sistema di raffreddamento (radiatore, manicotti, pompa, etc.), provocando dei danni con costi esorbitanti. Il liquido di raffreddamento da impiegare nel motore in inverno è semplicemente una miscela di acqua e glicole etilenico o propilenico. Percentuali alte di glicole, consentono di abbassare il punto di congelamento e renderlo adatto ai climi freddi. Fai però attenzione, la quantità di glicole non dovrà essere troppa. Il glicole infatti ha una minore capacità di scambiare calore, quindi ridurrebbe l&#8217;efficacia del raffreddamento del motore. &#160; &#160; Come scegliere quindi un liquido di raffreddamento adatto? &#160; In commercio ne trovi tanti, di marche, qualità e per temperature differenti. Hanno prezzi molto bassi e puoi anche in questo caso trovarlo presso negozi di ricambi o centri commerciali. Sulla confezione trovi anche indicazioni sulla temperatura a cui raggiungono il congelamento (-10, -20 etc.). Dovrai scegliere quello con la temperatura di congelamento più bassa rispetto alla temperatura minima raggiunta nei Paesi in cui ti troverai a guidare la tua auto. &#160; Cambiare l&#8217;olio del motore &#160; Il costruttore prevede sul libretto di uso e manutenzione, a parità di specifiche, l&#8217;impiego di oli avente differenti viscosità in funzione della temperatura ambiente in cui opera il veicolo. Per ciò che riguarda la classificazione della viscosità dell&#8217;olio, le case automobilistiche mondiali fanno riferimento alla tabella J300 pubblicata dalla SAE (Society of Automotive Engineers); si tratta di un ente di normazione nel campo automobilistico e aerospaziale. Gli oli motore sono classificati con due numeri ad esempio 5W40; il primo fa riferimento ad un indice che corrisponde alla temperatura minima a cui l&#8217;olio può ancora essere impiegato, e il secondo numero alla temperatura massima. Nel caso specifico, un olio 5W (W sta per winter = inverno) non indica assolutamente + 5 °C o -5°C, ma corrisponde a -30°C. Ti riporto di seguito tutte le corrispondenze di modo che tu possa più facilmente scegliere l&#8217;olio più adatto in vista dell&#8217;inverno. Codice Olio Temperatura minima invernale 0W -35°C 5W -30°C 10W -25°C 15W -20°C 20W -15°C 25W -10°C Quando scegli l&#8217;olio motore, rispetta sempre le specifiche del costruttore acquistando solo oli di buona marca e prestando la massima attenzione alla viscosità in vista dell&#8217;arrivo del freddo. Sostituisci sempre l&#8217;olio insieme al filtro dell&#8217;olio. Se il filtro è molto sporco, l&#8217;olio incontrerebbe molta resistenza mandando in crisi tutto l&#8217;impianto di lubrificazione. Per questo motivo è sempre previsto un bypass: l&#8217;olio continua a circolare ma senza passare dal filtro, distribuendo smeriglio e morchie all&#8217;interno del motore che restringono le sezioni di passaggio e giungendo con sempre più difficoltà nei punti più piccoli e periferici del motore. &#160; &#160; Riassumendo &#160; Abbiamo visto cosa controllare prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno. Ricapitoliamoli velocemente: Controlla lo stato di carica della batteria, eventualmente ricaricala o sostituiscila se necessario Controlla la pressione degli pneumatici, riportala alla pressione prevista per la tua auto Pneumatici invernali, nelle zone in cui sono obbligatori dovrai montarli al posto di quelli estivi. Non dimenticare di portare le catene a bordo qualora ti ritroverai a guidare nei tratti in cui sono previste. Usa un liquido lavavetri con antigelo, eviterà di danneggiare il sistema di pulizia dei cristalli della tua auto Usa il liquido antigelo come refrigerante, facendo attenzione a scegliere la giusta percentuale di glicole Cambia l&#8217;olio motore, scegline uno che vada bene per la tua auto con la corretta temperatura minima a cui può essere impiegato In poco tempo e con una spesa contenuta potrai preparare la tua auto all&#8217;arrivo della stagione fredda, sicuro di evitare spiacevoli sorprese durante le gelate invernali. Se nell&#8217;acquisto sei indeciso su quale marca scegliere, puoi cercare informazioni su SerialParts.com, sito che propone il confronto tra i migliori ricambi, accessori e prodotti per la corretta manutenzione dell’auto. &#160; &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2></h2>
<h2>L&#8217;inverno sta per arrivare e bisogna tenersi pronti e preparare la nostra auto ad affrontarlo al meglio. Grazie ad una corretta manutenzione, puoi prevenire alcuni spiacevoli inconvenienti che si verificano durante la stagione fredda.</h2>
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<p>Le basse temperature invernali, infatti, possono provocare problemi più o meno gravi per il normale funzionamento dell&#8217;auto. Vediamo dunque i semplici ed economici controlli da effettuare prima dell&#8217;arrivo della stagione fredda.</p>
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<h3>Controlla lo stato di carica della batteria</h3>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-4507 alignright" src="https://blog.motor3.it/wp-content/uploads/2017/10/auto-in-panne-inverno.jpg" alt="auto in panne inverno" width="294" height="234" /></p>
<p>Se controllare periodicamente <strong>la batteria dell&#8217;auto</strong> è sempre consigliabile, lo sarà ancor di più con l&#8217;arrivo dell&#8217;inverno. Il freddo tende a ridurre lo stato di carica della batteria e quindi la batteria eroga meno potenza elettrica di quella che realmente possiede. Se la potenza è troppo bassa, ovviamente non riuscirai ad avviare il motore della tua auto e sarai costretto a sostituirla. Ti consiglio perciò di effettuare un semplice controllo rivolgendoti ad un elettrauto che con l&#8217;ausilio di un voltmetro, in pochi secondi ti dirà cosa fare.</p>
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<h3>Controlla la pressione dei pneumatici</h3>
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<p>La corretta <strong>pressione degli pneumatici</strong> è fondamentale per una buona tenuta di strada e un ridotto consumo di carburante.</p>
<p>Negli pneumatici della tua auto c&#8217;è della normalissima aria, che risente degli sbalzi di temperatura tra la stagione estiva e quella invernale.</p>
<p>L&#8217;aumento della temperatura in estate fa espandere l&#8217;aria e aumentare la pressione nello pneumatico. L&#8217;inverso accade in inverno, dove l&#8217;aria si contrae e fa diminuire la pressione nello pneumatico.</p>
<p>Sarebbe bene controllare la pressione di gonfiaggio almeno 4 volte all&#8217;anno (o anche più spesso se viaggi tanto). Tuttavia il controllo è fondamentale con l&#8217;arrivo della stagione fredda.</p>
<p>Se non ci sono problemi particolari, non aspettarti variazioni di pressione enormi, ma è sempre opportuno riportare gli pneumatici alla pressione consigliata dal costruttore. In questo modo lavoreranno meglio e renderanno l&#8217;auto più sicura.</p>
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<h3>Pneumatici invernali</h3>
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<p>In molti comuni e tratti autostradali, in vista dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno vige l&#8217;obbligo di montare pneumatici invernali (hanno la marcatura <strong>M+S</strong>), la cui mescola è in grado di effettuare una miglior tenuta a basse temperature rispetto ad un pneumatico estivo.</p>
<p>Il pneumatico invernale non è una alternativa all&#8217;uso delle catene. Infatti nei tratti in cui è previsto l&#8217;obbligo delle catene a bordo, pur avendo un pneumatico invernale, dovrai comunque portare sempre con te anche un kit catene avente la misura specifica per le tue gomme.</p>
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<h3>Scegli un liquido lavavetri con antigelo</h3>
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<p>Tutti i liquidi presenti nell&#8217;auto non devono mai essere sottovalutati in quanto l&#8217;abbassarsi delle temperature può causarne il congelamento.</p>
<p>A prescindere dalla temperatura, ti raccomando di non usare mai acqua per detergere il parabrezza e il lunotto, ma di scegliere soltanto <strong>liquido lavavetri</strong>, in questo modo eviterai la formazione di calcare che finirebbe per otturare gli ugelli e il congelamento invernale.</p>
<p>Il liquido lavavetri è ormai un prodotto estremamente economico e può essere acquistato per pochi euro presso negozi specializzati o anche al reparto auto negli ipermercati.</p>
<p>Il liquido lavavetri è stato studiato per avere un buon potere detergente, e quindi consente di rimuovere efficacemente polvere, smog e insetti. Consente alla spazzola di scivolare più facilmente sul cristallo, migliorando la pulizia del vetro e la durata della stessa spazzola.</p>
<p>L&#8217;unica accortezza per la scelta del liquido lavavetri in inverno è quella di verificare sulla confezione il punto di congelamento. Il punto di congelamento dipende della percentuale di glicole presente. Stai molto attento a scegliere la temperatura di congelamento giusta. Se sbagli, il liquido potrebbe ghiacciare e dilatandosi danneggerebbe il serbatoio, i tubi e gli spruzzatori.</p>
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<h3>Sostituisci il liquido refrigerante con antigelo</h3>
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<p>L&#8217;impianto di raffreddamento serve per regolare la temperatura del motore durante il suo funzionamento. In vista dell&#8217;inverno devi assicurarti che il circuito di raffreddamento della tua auto sia riempito esclusivamente con del <strong>liquido antigelo</strong> e non del normale liquido.</p>
<p>In commercio esistono dei normali liquidi di raffreddamento e dei liquidi antigelo, differenti dai primi in quanto sono in grado di resistere a temperature ancor più basse senza ghiacciare.</p>
<p>Non usare mai acqua distillata o da rubinetto nell&#8217;impianto di raffreddamento, in quanto il calcare rilasciato finirebbero per otturare i passaggi, mettendo in crisi l&#8217;intero sistema e corrodendo al tempo stesso le parti metalliche.</p>
<p>Ma non solo. L&#8217;acqua ghiaccia a 0°C e bolle a 100°C. L&#8217;acqua ghiacciata si dilata e può danneggiare tutti i componenti del sistema di raffreddamento (radiatore, manicotti, pompa, etc.), provocando dei danni con costi esorbitanti.</p>
<p>Il liquido di raffreddamento da impiegare nel motore in inverno è semplicemente una miscela di acqua e glicole etilenico o propilenico. Percentuali alte di glicole, consentono di abbassare il punto di congelamento e renderlo adatto ai climi freddi.</p>
<p>Fai però attenzione, la quantità di glicole non dovrà essere troppa. Il glicole infatti ha una minore capacità di scambiare calore, quindi ridurrebbe l&#8217;efficacia del raffreddamento del motore.</p>
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<h3>Come scegliere quindi un liquido di raffreddamento adatto?</h3>
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<p>In commercio ne trovi tanti, di marche, qualità e per temperature differenti. Hanno prezzi molto bassi e puoi anche in questo caso trovarlo presso negozi di ricambi o centri commerciali. Sulla confezione trovi anche indicazioni sulla temperatura a cui raggiungono il congelamento (-10, -20 etc.). Dovrai scegliere quello con la temperatura di congelamento più bassa rispetto alla temperatura minima raggiunta nei Paesi in cui ti troverai a guidare la tua auto.</p>
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<h3>Cambiare l&#8217;olio del motore</h3>
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<p>Il costruttore prevede sul libretto di uso e manutenzione, a parità di specifiche, l&#8217;impiego di oli avente differenti viscosità in funzione della temperatura ambiente in cui opera il veicolo.</p>
<p>Per ciò che riguarda la classificazione della viscosità dell&#8217;olio, le case automobilistiche mondiali fanno riferimento alla tabella J300 pubblicata dalla SAE (Society of Automotive Engineers); si tratta di un ente di normazione nel campo automobilistico e aerospaziale.</p>
<p>Gli oli motore sono classificati con due numeri ad esempio 5W40; il primo fa riferimento ad un indice che corrisponde alla temperatura minima a cui l&#8217;olio può ancora essere impiegato, e il secondo numero alla temperatura massima.</p>
<p>Nel caso specifico, un olio 5W (W sta per winter = inverno) non indica assolutamente + 5 °C o -5°C, ma corrisponde a -30°C. Ti riporto di seguito tutte le corrispondenze di modo che tu possa più facilmente scegliere l&#8217;olio più adatto in vista dell&#8217;inverno.</p>
<div class="table-responsive">
<p><!-- div contenitore della tabella --></p>
<table><!-- coppia di tag che definisce la tabella --> </p>
<colgroup>
<col style="width: 50%;" />
<col style="width: 50%;" /> </colgroup>
<thead><!-- sezione delle intestazioni --></p>
<tr><!-- riga delle intestazioni --></p>
<th>Codice Olio</th>
<p><!-- cella di intestazione (seguono le altre 3) --></p>
<th>Temperatura minima invernale</th>
</tr>
</thead>
<tbody><!-- corpo della tabella --></p>
<tr><!-- prima riga della tabella (seguono le altre) --></p>
<td style="text-align: center;">0W</td>
<p><!-- prima cella della prima riga (seguono le altre) --></p>
<td style="text-align: center;">-35°C</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">5W</td>
<td style="text-align: center;">-30°C</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">10W</td>
<td style="text-align: center;">-25°C</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">15W</td>
<td style="text-align: center;">-20°C</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">20W</td>
<td style="text-align: center;">-15°C</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">25W</td>
<td style="text-align: center;">-10°C</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Quando scegli l&#8217;olio motore, rispetta sempre le specifiche del costruttore acquistando solo oli di buona marca e prestando la massima attenzione alla viscosità in vista dell&#8217;arrivo del freddo.</p>
<p><strong>Sostituisci sempre l&#8217;olio insieme al filtro dell&#8217;olio</strong>. Se il filtro è molto sporco, l&#8217;olio incontrerebbe molta resistenza mandando in crisi tutto l&#8217;impianto di lubrificazione. Per questo motivo è sempre previsto un bypass: l&#8217;olio continua a circolare ma senza passare dal filtro, distribuendo smeriglio e morchie all&#8217;interno del motore che restringono le sezioni di passaggio e giungendo con sempre più difficoltà nei punti più piccoli e periferici del motore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riassumendo</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abbiamo visto cosa controllare prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;inverno. Ricapitoliamoli velocemente:</p>
<ul>
<li><strong>Controlla lo stato di carica della batteria</strong>, eventualmente ricaricala o sostituiscila se necessario</li>
<li><strong>Controlla la pressione degli pneumatici</strong>, riportala alla pressione prevista per la tua auto</li>
<li><strong>Pneumatici invernali</strong>, nelle zone in cui sono obbligatori dovrai montarli al posto di quelli estivi. Non dimenticare di portare le catene a bordo qualora ti ritroverai a guidare nei tratti in cui sono previste.</li>
<li><strong>Usa un liquido lavavetri con antigelo</strong>, eviterà di danneggiare il sistema di pulizia dei cristalli della tua auto</li>
<li><strong>Usa il liquido antigelo come refrigerante</strong>, facendo attenzione a scegliere la giusta percentuale di glicole</li>
<li><strong>Cambia l&#8217;olio motore</strong>, scegline uno che vada bene per la tua auto con la corretta temperatura minima a cui può essere impiegato</li>
</ul>
<p>In poco tempo e con una spesa contenuta potrai preparare la tua auto all&#8217;arrivo della stagione fredda, sicuro di evitare spiacevoli sorprese durante le gelate invernali.</p>
<p>Se nell&#8217;acquisto sei indeciso su quale marca scegliere, puoi cercare informazioni su <a href="http://www.serialparts.com">SerialParts.com</a>, sito che propone il confronto tra i migliori ricambi, accessori e prodotti per la corretta manutenzione dell’auto.</p>
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